«Libri noiosi»: cosa c’è nell’indagine Istat sul rapporto tra gli umbri e la lettura

Il 55,6 degli umbri con più di 6 anni legge libri, a fronte del 57,1 per cento degli italiani, ma quasi la metà di loro, ossia il 49 per cento, è classificato come lettore “debole”, perché in 12 mesi ha letto da uno a tre libri, mentre a livello italiano la quota dei “fragili” è decisamente più contenuta, attestandosi al 42,8 per cento. Emerge dall’indagine Istat che con una serie di tavole aggiornate al 2024 fotografa il rapporto della cittadinanza con la lettura: la maggioranza relativa degli umbri, ossia il 35 per cento, legge una o più volte alla settimana (in Italia 37,8), mentre quelli che prendono in mano un libro più raramente di una volta al mese sono il 23,5 per cento (in linea col dato nazionale).
Sondate anche le ragioni di chi gira alla larga dai libri, con gli intervistati che potevano indicare più opzioni. Attività «noiosa e non appassionante» è in cima alle motivazioni (39 per cento in Umbria, 35 in Italia), seguita dal poco tempo libero a disposizione (25,8 in Umbria e 26,3 in Italia), dalla preferenza per altri svaghi (19,1 in Umbria e 17,1 in Italia) e dalla preferenza per tv, radio, cinema e social (16,9 in Umbria e 15,1 in Italia). Meno diffusa la motivazione legata al costo da sostenere per l’acquisto dei libri (5,8 in Umbria e 8,3 in Italia) o per problemi di vista causati da patologie o da età avanzata (11,8 in Umbria e 12,4 in Italia).
Ma quanto tempo viene giornalmente dedicato alla lettura da chi i libri li prende in mano? La maggioranza relativa gli riserva tra mezz’ora e un’ora (35,5 per cento in Umbria e 32 in Italia), ma significativa è anche la quota di chi riesce a ritagliarsi più di un’ora ma meno di due (25,1 in Umbria e 27,5 in Italia). C’è anche chi legge meno di mezz’ora (16,2 in Umbria e 15 in Italia), chi cambia spesso il tempo dedicato a questa attività (13 in Umbria e 14,5 in Italia), chi è in condizioni di leggere più di due ore ma meno di tre (6,2 in Umbria e 7,5 in Italia) e chi perfino più di tre ore (3 in Umbria e 2,3 in Italia).
A voler misurare l’assiduità col numero di libri letti, oltre ai “deboli” che ne leggono da uno a tre in anno (49 per cento in Umbria e 42,8 in Italia), sono da segnalare i lettori “forti”, cioè quelli che nel 2024 hanno letto da 13 a 30 libri (7,6 in Umbria e 10,1 in Italia) e pure i “fortissimi”, che ne hanno affrontati e portati a termine più di 31 (2,4 in Umbria e 3,2 in Italia). La comunità regionale è al di sotto della media nazionale anche per quella quota di lettori che nel 2024 ha completato tra 4 e 6 libri (19,4 in Umbria e 26 in Italia), mentre fa meglio per chi dichiara di averne letti tra 7 e 12 (21,6 in Umbria e 17,9 in Italia).
La biblioteca per gli umbri è ormai quasi una sconosciuta: nel 2024 l’86,3 per cento degli intervistati ha sostenuto di non averci messo piede negli ultimi 12 mesi (83,6 in Italia), mentre la maggioranza relativa degli umbri che le ha frequentate non è andato oltre una o due volte in un anno (38,2 in Umbria e 29 in Italia); a livello nazionale, invece, la maggioranza relativa ci è andata 10 o più volte (30,7 in Italia e 20 in Umbria).
Analizzati anche i generi preferiti, con gli intervistati che anche qui potevano indicare più di un’opzione: i più gettonati sono romanzi, racconti, poesie, testi di teatro scritti da autori italiani (47,1 in Umbria, 48 in Italia); seguono la stessa categoria ma con autore straniero (37,6 in Umbria, 37 in Italia); libri di scienze sociali, umane, filosofia e politica (26,4 in Umbria e 22,3 in Italia); gialli e noir (24,2 in Umbria e 30,6 in Italia); fantascienza e fantasy (24,1 in Umbria e 21,1 in Italia); romanzi rosa (9,6 in Umbria e 12,5 in Italia); scienze naturali, esatte, applicate e di tecnica (8,6 in Umbria e 8,1 in Italia); arte (7,1 in Umbria e 6,4 in Italia); religione (5,2 in Umbria e 6,3 in Italia); horror (4,8 in Umbria e 6,1 in Italia); e infine musica (3,8 in Umbria e 4,2 in Italia).
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