Il Teatro della Calabria s’appella a Occhiuto: «Senza i contributi si muore»
Con una lettera indirizzata al presidente della Regione Roberto Occhiuto, il direttore artistico dell’associazione “Ama Calabria” Francescantonio Pollice ha richiamato l’attenzione su una criticità che rischia di compromettere «un percorso di crescita culturale riconosciuto a livello nazionale». «Il “fragoroso silenzio” istituzionale di questi ultimi mesi – si legge nella missiva – rappresenta per operatori e pubblico un grave segnale politico, una minaccia concreta che vanifica il capitale simbolico ed economico accumulato in anni di lavoro incessante che, grazie all’impegno delle compagnie di produzione e degli operatori regionali della distribuzione, ha permesso a quel segmento vitale dell’ecosistema culturale calabrese rappresentato dal teatro, di vivere una metamorfosi straordinaria, evolvendosi da periferia marginale del panorama nazionale a laboratorio di eccellenza e innovazione sociale. La lungimiranza politica nell’allocare risorse triennali in piena aderenza allo spirito e alla lettera della l.r. 18 maggio 2017, n. 19 e la professionalità degli uffici dell’assessorato alla Cultura hanno generato un humus fertile dal quale è germogliata una rinascita culturale senza precedenti. Il rischio oggi – afferma Pollice – è quello di un regresso brutale che riporterebbe la Calabria a quell’epoca buia in cui, schiacciata dalle difficoltà socioeconomiche, l’offerta culturale era residuale, frammentaria e priva di visione».
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