Lazio

Sfreccia in monopattino nella notte armato di katana: ventenne bloccato all’Alessandrino

Un samurai moderno, ma a bordo di un ben più prosaico monopattino elettrico. Ha dell’incredibile la scena che si sono trovati davanti i Carabinieri nel cuore della notte alla periferia est della Capitale, dove un ragazzo è stato intercettato mentre sfrecciava lungo la strada stringendo tra le mani una vistosa katana giapponese.

Un’esibizione di forza – o forse solo una clamorosa bravata – che è costata al giovane il sequestro dell’arma e una denuncia a piede libero.

Il singolare bizzarro episodio si è consumato intorno all’1.30 di notte in viale Alessandrino.

Durante un normale servizio di perlustrazione del territorio, i militari della stazione di Roma Tor Tre Teste hanno visto sfrecciare nel buio la sagoma del ragazzo che, senza preoccuparsi minimamente di nasconderla, portava con sé la lunga spada tradizionale dei guerrieri nipponici.

Il controllo e la scoperta: la lama era finta

I Carabinieri hanno immediatamente attivato i lampeggianti e sbarrato la strada al mezzo elettrico, bloccando il conducente prima che la sua presenza potesse scatenare il panico tra i pochi passanti.

L’identificazione ha subito rivelato un profilo tutt’altro che pacifico:

Il conducente: Si tratta di un cittadino tunisino di 20 anni.

I precedenti: Il ragazzo era già ben noto agli archivi delle forze dell’ordine per una serie di reati pregressi contro la persona e contro il patrimonio.

Messo alle strette, alla richiesta dei militari di spiegare cosa ci facesse in giro a quell’ora della notte con una spada medievale, il ventenne ha iniziato a balbettare scuse inverosimili e giustificazioni strampalate, giudicate del tutto prive di senso dagli investigatori.

Accompagnato in caserma per accertamenti più approfonditi, l’esame sull’arma ha svelato il paradosso: la katana non era un pezzo autentico e affilato, bensì una riproduzione da esposizione, un oggetto ornamentale privo di filo e quindi, di fatto, non in grado di tagliare o ferire.

Scatta la denuncia per procurato allarme

Il fatto che la lama fosse smussata non ha comunque salvato il giovane samurai dalle sanzioni di legge. Il codice penale e le norme sulla pubblica sicurezza vietano infatti severamente di esibire in pubblico riproduzioni di armi, modelli scenici o oggetti scenografici in grado di spaventare i cittadini e generare un ingiustificato allarme sociale se non si possiede un valido motivo per il trasporto (come il ritorno da una fiera o motivi di lavoro).

Per il ventenne è così scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica con l’accusa di porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

La finta katana è stata confiscata e posta sotto sequestro, mettendo fine alle scorribande orientali sui marciapiedi della periferia romana.

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