Lazio

treni attivi a inizio 2027. La piazza sul vallo solo nel 2029

C’è una nuova cicatrice temporale sul calendario dei cantieri romani, l’ennesima che ridisegna la mappa delle attese nel quadrante est della città.

La futura stazione ferroviaria del Pigneto, una delle opere pubbliche più sospirate, sognate e rimandate della Capitale, sposta ancora una volta i suoi traguardi.

I binari e le banchine della cosiddetta “versione light” prenderanno forma definitiva entro dicembre, ma i primi passeggeri potranno effettivamente salire sui treni soltanto nei primi mesi del 2027.

Tre anni prima del completamento dell’opera totale, slittata ufficialmente all’orizzonte del 2029.

La conferma del nuovo cronoprogramma è arrivata durante un teso ma costruttivo tavolo di monitoraggio che ha visto sedersi allo stesso tavolo i rappresentanti di Roma Capitale, del Municipio V, i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) e il Comitato di quartiere Pigneto-Prenestino.

Un incontro necessario per formalizzare quello che i residenti avevano già intuito in primavera: la vecchia scadenza che prevedeva il taglio del nastro a giugno di quest’anno era ormai tecnicamente impossibile da rispettare.

Immagine di repertorio

Lo scambio tra le linee regionali e il miraggio della piazza verde

Allo stato attuale, gli operai stanno completando le banchine d’attesa e le scale che collegherà la fermata alla viabilità locale, mentre procedono a rilento le operazioni di parziale copertura del vallo.

Questa prima fase, sebbene parziale, metterà finalmente in comunicazione diretta due dorsali ferroviarie strategiche della mobilità pendolare: la linea FL1 (Orte-Fiumicino) e la FL3 (Roma-Viterbo).

Tuttavia, la vera scommessa urbanistica del Pigneto resta ancora al palo. Per la seconda parte del progetto – quella che prevede lo scavo del tunnel sotterraneo di interconnessione con la Linea C della metropolitana e la nascita in superficie di una maxi-esplanade pedonale da 13 mila metri quadrati – bisognerà armarsi di pazienza fino al 2029.

Solo allora il vallo ferroviario smetterà di essere un canyon di ferro e fumi per trasformarsi in un parco pubblico sospeso, cancellando la storica passerella provvisoria installata nell’aprile del 2025 dopo l’abbattimento del vecchio e storico ponticello pedonale.

La rivolta della polvere e il fronte della trasparenza

Le associazioni di zona, spalleggiate da un documento ufficiale approvato dal Municipio V, hanno espresso forti preoccupazioni sulla gestione dei prossimi tre anni di lavori.

Il timore dei cittadini è che la seconda fase dell’opera possa trasformarsi in un’invasione di cemento e disagi, alterando irrimediabilmente l’identità sociale di un rione storicamente fragile ma orgoglioso.

I comitati, intanto, hanno strappato una prima vittoria simbolica: Rfi ha accettato di riattivare il totem informativo luminoso a ridosso delle barriere del cantiere, uno strumento di trasparenza spento da troppo tempo e fondamentale per permettere a tutti di leggere scadenze e avanzamenti in tempo reale.

Le spine nel fianco dei residenti, però, restano quelle della vita quotidiana: le polveri sottili sollevate dai camion, i forti rumori dovuti alle saldature notturne, la pulizia carente dei vicoli limitrofi e la paralisi dei parcheggi.

Per arginare queste emergenze, i cittadini pretendono che al prossimo tavolo siedano stabilmente anche i vertici di Ama e i comandi della Polizia Locale.

C’è anche una richiesta precisa sulla scenografia del confronto: i prossimi incontri non dovranno più tenersi negli uffici comunali ma al Pigneto, dentro le sale del Cinema Aquila, per consentire un’assemblea aperta e democratica. Il conto alla rovescia, tra polvere e ritardi, è ricominciato.

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