i droni della Polizia incastrano il blitz anarchico
Nemmeno quarantotto ore di occupazione flash. All’alba di questa mattina, lunedì 13 luglio, i contingenti delle forze dell’ordine hanno circondato e liberato nuovamente lo stabile del centro sociale anarchico Bencivenga.
La struttura era stata rioccupata a sorpresa nella notte tra sabato e domenica dagli esponenti della galassia libertaria romana, a meno di un mese dal primo maxi-sgombero eseguito lo scorso 15 giugno.
La Questura di Roma ha pianificato l’operazione nei minimi dettagli sotto una regia interforze. Dopo l’irruzione del weekend, gli attivisti avevano blindato gli ingressi con catene, lucchetti e sbarramenti improvvisati, pubblicizzando subito sul web una serie di eventi d’area, tra cene sociali e presentazioni di libri.
Le pattuglie hanno monitorato i flussi di ingresso per ore, facendo scattare il blitz non appena si è aperta la finestra di sicurezza.
Droni sul tetto e barricate forzate
Per evitare i violenti scontri e i lanci di oggetti dal tetto che avevano caratterizzato lo sgombero di giugno, la polizia ha blindato l’intero perimetro stradale e ha schierato i droni della Questura.
Gli occhi elettronici dall’alto hanno sorvegliato costantemente il lastrico solare dell’edificio, neutralizzando sul nascere qualsiasi tentativo di resistenza attiva o di barricamento in quota.
I Vigili del Fuoco hanno dovuto lavorare con flessibili e attrezzi pesanti per tagliare i lucchetti e abbattere le barriere poste a protezione degli accessi principali.
Una volta dentro, gli investigatori della Digos hanno avviato una mediazione con gli occupanti rimasti all’interno dello stabile: i militanti hanno infine deciso di abbandonare le stanze spontaneamente e sono stati scortati negli uffici di via San Vitale per le procedure di fotosegnalamento e identificazione.

Tensione sulla Nomentana: spunta un tirapugni
Mentre all’interno si completavano le operazioni, la tensione si è spostata all’esterno, lungo via Nomentana, dove un secondo gruppo di anarchici si era radunato in solidarietà con i compagni sgomberati.
I blocchi di controllo della polizia hanno intercettato i manifestanti e ne hanno identificati a decine:
Il sequestro: Una ragazza del circuito antagonista è stata trovata in possesso di un tirapugni in metallo nascosto negli effetti personali. Per lei è scattata l’immediata denuncia a piede libero per porto di oggetti atti a offendere.
Il rintraccio: A carico di un altro giovane del gruppo è emersa una pendenza giudiziaria per precedenti reati, che ha fatto scattare l’accompagnamento coatto in Questura.
La bonifica con i cani anti-esplosivo
Una volta svuotato dei mobili e dei manifestanti, l’edificio è stato passato al setaccio dagli specialisti delle unità cinofile antisabotaggio alla ricerca di materiale esplosivo o trappole d’area.
Conclusa la bonifica, le chiavi dell’immobile sono state ufficialmente riconsegnate ai delegati del Municipio, che ora dovrà avviare i lavori per la successiva destinazione d’uso istituzionale.
Dalla Questura trapela una linea di assoluta fermezza: la strategia del Viminale sulle rioccupazioni coatte non concederà margini di manovra a nuove violazioni della legalità.
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