La bella sorpresa di Palazzo Margherita a Bernalda
Dua Lipa è appena andata via, e già le ricerche e le prenotazioni a Palazzo Margherita sono schizzate alle stelle. Vogliono la stanza con il soffitto affrescato dove si è fotografata la cantante durante il suo viaggio di nozze on the road con il neo marito, l’attore inglese Callum Turner. Qualche giorno dopo sono arrivati Rose Gray, promessa dell’electro-pop inglese, con il neo fidanzato Harris Dickinson, promessa invece del cinema. Nessun gossip, anche in questo caso hanno seminato indizi facili, pubblicando stories del soggiorno sui loro social. Come fanno tutti.
A mezz’ora da Matera
Sembra che all’improvviso tutti vogliano andare a Bernalda, un paesino della Basilicata che dista poco più di mezz’ora da Matera e poco meno di mezz’ora dal Mar Ionio. Il passaparola funziona bene in qualunque ambiente, ma per quale motivo le celebrities amano tanto questo cantuccio dell’Italia meridionale, certo non il più mondano? Facile: Palazzo Margherita appartiene a Francis Ford Coppola che lo ha comprato nel 2004 per rimettere radici nel paese da cui era emigrato suo nonno Agostino, all’inizio del Novecento, per inseguire il sogno americano. Nel 2012, terminati restauri e arredi con il designer francese Jacques Grange, il palazzo ha aperto come hotel, quando le dieci camere non sono occupate da figli, amici e parenti del regista del Padrino e Apocalypse Now. La famiglia Coppola, che possiede un gruppo di resort tra Nord, Centro e Sud America, è molto affezionata a Bernalda. Francis vi trascorre lunghi periodi, Sofia e Roman passano spesso.
Discrezione e stile
Da fuori, si fa quasi fatica a individuare la casa, la cui signorilità è proporzionata alle semplicità del luogo. E la targa quasi non si vede nascosta dietro le fronde degli alberi. Di fianco ci sono gli ombrelloni e i tavolini di un bar. Con discreta titubanza si suona il campanello e quando vengono ad aprire il portone grigio, si spalanca un mondo.
Non ci sono i soliti sfarzi a cinque stelle. Palazzo Margherita è soprattutto una casa amata dai proprietari. Il cortile con la buganvillea e gli ombrelloni arancioni sono un’istantanea che si imprime nella memoria. Tutto è lasciato com’era, la struttura, i pavimenti, le pareti marmorizzate, gli affreschi sui soffitti. L’atmosfera è vissuta e piacevole. Il salone, a richiesta, diventa un piccolo cinema personale, dove si sceglie il titolo – perlopiù vecchi film italiani e quelli di Coppola (contro la sua volontà) – e l’orario. Gli altri ospiti si possono unire.
Dieci camere speciali
Va da sé che le camere sono diverse, ed è inutile cercare di capire qual è la più bella, perché ognuna ha qualcosa di speciale che altre non hanno. La Roman per esempio, in stile Art Déco, è spaziosa, luminosa con un terrazzo dove trascorrere tutto il giorno in pace. Il ritmo è pigro. C’è un giardino rigoglioso, inattesa sorpresa. E, dietro una siepe, la piscina circondata dal verde e dagli ombrelloni arancioni in contrasto. Si fa colazione in cortile con le torte fatte in casa, i formaggi e i salumi lucani. Si mangia la pizza (la Sofia è buonissima), e il menù è tipico, con i sapori di una volta da conoscere, come quello più veloce del pranzo che annovera gli spaghetti al peperone crusco o alle famose cozze di Taranto, lì vicino. Il bar con i tavolini fuori si chiama Cinecittà e dentro ci sono i ritratti di attori, registi, sceneggiatori, musicisti che hanno lavorato nei leggendari studi romani. Li guardi, ti guardano, mentre bevi una rinfrescante granita al bergamotto con succo di melagrana, specialità della casa. Ogni venerdì sera, per gli ospiti che lo desiderano, c’è la grigliata, con la salsiccia di vitello, le costine e il caciocavallo impiccato che si scioglie al calore della brace, come la raclette. E si mangia tutti insieme a una tavolata internazionale, con la direttrice Rossella De Filippo tra gli ospiti.
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