Liguria

Ponte Morandi, viaggio nel “sottoponte” tra tempi dilatati e progetti a metà: aspettando la sentenza del maxi-processo

Genova. Mancano pochi giorni alla sentenza nel processo sulla strage del Ponte Morandi, e manca un mese – quasi – all’ottavo anniversario del crollo che provocò la morte di 43 persone e lo stravolgimento di una città. Alla Radura della Memoria, sotto il nuovo ponte San Giorgio, quattro bambini giocano a palla usando alcune transenne come rete. Otto anni fa non erano neppure nati.

Ma quello spazio, un parco all’ombra delle pile del viadotto autostradale, per quanto a tratti ostile – niente che ripari dal vento in inverno, poco refrigerio d’estate, poche panchine, una sola fontanella in tutta la piazza, un infopoint quasi mai aperto, nessun servizio igienico – è comunque diventato punto di ritrovo per i giovanissimi della zona (e anche di altri quartieri, grazie a una piccola rampa da skate), per le famiglie e gli anziani. Non distante la palestra di via Porro, risistemata. La casa di quartiere di Certosa, che rappresenta anche un’oasi climatica in queste settimane di caldo record. E poi gli edifici fatti sfollare e riqualificati da Spim, destinati ad housing sociale. In alcuni i lavori sono ancora in corso. In qualche appartamento sono arrivati i primi inquilini.

C’è chi vorrebbe chiudere la Radura della Memoria con una cancellata – qualche giorno fa un consigliere municipale di Futuro Nazionale, Fabio Formichella, ha lanciato una petizione a questo proposito “contro il degrado e per i residenti, ostaggio dei maranza” – e chi preferirebbe non fosse mai un luogo eccessivamente festoso: nelle passate settimane Egle Possetti, presidente del comitato dei familiari delle vittime di Ponte Morandi si è arrabbiata per l’esultanza esternata, in quel luogo, dalla comunità ecuadoriana alla fine di una partita vinta dalla nazionale sudamericana ai Mondiali (la visione in piazza del match era stata autorizzata dallo stesso comitato delle vittime).

La Radura della Memoria, oggi, è un cantiere. Aster si sta occupando di mettere a dimora definitiva le 43 piante che fino a poco tempo fa erano in vaso. I lavori, sostenuti dal Comune di Genova per un costo di quasi 700mila euro, comprendono anche la rimozione del cerchio in legno e la piantumazione in terra, in una fioriera più ampia che consenta la sana radicazione degli alberi, ognuno di una specie diversa. I lavori avrebbero dovuto concludersi entro il 14 agosto, in tempo per la commemorazione della tragedia, ma per riuscire a centrare quell’obiettivo dovranno accelerare.

Tempi più che dilatati – in questo caso anche a causa di un’inchiesta per l’incidente sul lavoro che ha visto la morte di Marco Ricci, 39 anni, nell’ottobre 2024 – per altri grossi tasselli dell’ampio progetto del “sottoponte”, quello che sarebbe dovuto essere un risarcimento per il quartiere devastato dal crollo oltre che un simbolo di rinascita dopo la strage.

Accanto al Memoriale, inaugurato alla fine del 2024 e mai pienamente sfruttato, stanno finalmente prendendo forma i giardini che dovrebbero farlo somigliare un po’ meno alla classica cattedrale nel deserto. Il parco attorno alla struttura, costruita laddove un tempo c’era un polo Amiu, dovrebbe essere pronto entro la fine del 2026. Il cronoprogramma parlava di tempi anche più stretti per la ludoteca nella ex palazzina degli uffici. Un altro aspetto che dovrà sicuramente essere migliorato è l’accesso a quest’area: oggi per raggiungere il Memoriale a piedi, passando dalla Radura della Memoria, ci si trova a camminare sotto un voltino buio e senza marciapiede.

Fermo al palo, invece il progetto del cosiddetto Cerchio Rosso, l’anello ciclopedonale disegnato dallo studio di Stefano Boeri che avrebbe dovuto collegare le varie parti del “Parco del Polcevera”. Un’immagine che finora resta a livello del rendering sia per mancanza di fondi – a disposizione solo 13 milioni, considerati troppo pochi per portare effettivamente a termine la struttura – sia lungaggini nell’iter di assegnazione e progettazione.

Nel 2024 l’amministrazione comunale allora retta da Marco Bucci aveva spezzato il progetto in cinque lotti e aggiudicato al Consorzio Leonardo l’incarico per progettare i primi due tratti e realizzare il primo della passerella, proprio quello che dovrebbe collegare la Radura della Memoria con il Memoriale. Per l’esecuzione dei lavori erano state indicate due imprese: Cosmo Costruzioni Moderne (Genova) e Varia Costruzioni (Lucca). 3TI Progetti Italia – Ingegneria Integrata spa di Roma, Studio associato di architettura e ingegneria Gnudi di Genova e l’ingegnere Mara Franchi avrebbero dovuto occuparsi della progettazione. A oggi non ci sono stati ulteriori passi avanti.




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