Friuli Venezia Giulia

Il Bronx diventa Centro Valle, a Pordenone piano da 11 milioni

GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Da simbolo di degrado a nuovo cuore pulsante e sostenibile di Pordenone: l’area storicamente ribattezzata “Bronx” cambia volto e nome, trasformandosi in Centro Valle. L’operazione, finanziata nelle fasi preliminari dai fondi regionali per la Rigenerazione urbana, prevede un investimento complessivo stimato tra i 9,4 e gli 11,2 milioni di euro, suddiviso in lotti funzionali. Un progetto strategico senza consumo di nuovo suolo, che punta a intercettare anche i fondi europei e si inserisce nella traiettoria di Pordenone capitale italiana della Cultura 2027.

L’intervento agisce su due livelli per superare l’attuale effetto “trincea” causato da smog e sosta selvaggia, mantenendo però i moduli e l’impianto originario a cielo aperto: per quanto riguarda il piano interrato – i parcheggi – verranno separati nettamente i flussi di traffico pubblici da quelli privati tramite recinzioni aperte che filtrano la luce. Previsti un nuovo impianto di illuminazione, videosorveglianza, accessi con badge e aree differenziate per colore.

Piazzetta del Portello diventerà un cuore verde dotato di una pensilina triangolare. A Sud nascerà una nuova piazza affacciata sul Parco Querini con un teatro all’aperto da 200 posti. L’intera pavimentazione sarà sostituita in calcestruzzo architettonico, le barriere architettoniche verranno abbattute e una nuova rete pedonale collegherà l’anello urbano tra centro storico, Centro Valle e stazione ferroviaria.

La trasformazione è già avviata sul piano funzionale: il Comune ha acquisito gli immobili che oggi ospitano il Centro per l’impiego e la futura sede universitaria comune degli atenei di Udine e Trieste, insieme alla Fondazione Its.

“Questo progetto – ha evidenziato il sindaco Alessandro Basso – è il frutto di una filiera istituzionale compatta che unisce Comune, Regione, Governo ed Europa, lasciando un’eredità importante per i prossimi decenni.” Per l’assessore regionale Cristina Amirante si tratta di “un intervento che azzera il consumo di suolo e centra gli obiettivi della nostra riforma urbanistica. A ottobre presenteremo un bando regionale dedicato a interventi complessi come questo, capace di sostenere anche la proprietà privata.”


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