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Ranucci: “Mai un’inchiesta condizionata da Lavitola”. E la redazione di Report lancia una protesta contro la sospensione

“Non esiste nessuna inchiesta di Report sull’eolico condizionata da Lavitola. In generale, non esiste nessuna inchiesta di Report condizionata da Lavitola”. Sigfrido Ranucci commenta così l’annuncio di Fratelli d’Italia di voler presentare un esposto in Procura per verificare presunte influenze del faccendiere pregiudicato – amico del conduttore e indagato come mandante dell’attentato ai suoi danni – sugli argomenti trattati dal programma. I meloniani, in particolare, insinuano che Report abbia attaccato esponenti laziali del partito per “vendicare” il diniego delle autorizzazioni regionali a Lavitola per un progetto di sfruttamento dell’energia eolica. Ma quel servizio risale al 2020, quando la Regione era amministrata dal centrosinistra, e l’esponente di FdI di cui si parla viene da tutt’altra area geografica. Interpellato dall’Ansa, Ranucci nega categoricamente che l’ex direttore dell’Avanti abbia mai influito sulle scelte editoriali: “Questo possono testimoniarlo tutti i collaboratori che hanno partecipato alle inchieste. Quindi l’esposto di Fratelli d’Italia si basa su presupposti del tutto errati“, afferma.

La denuncia, peraltro, è stata annunciata subito dopo la decisione della Rai di sospendere le repliche estive della trasmissione “in attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda”. E ora contro quello stop si schiera l’intera redazione di Report, che lancia un’iniziativa social per “colmare il vuoto lasciato dalla sospensione delle repliche estive”: “Siamo una squadra pesantemente attaccata – prima con un attentato, ora con una sospensione – ma non ci fermiamo. Continuiamo a lavorare con la stessa determinazione di sempre”, scrivono i giornalisti in un comunicato. “Stasera, alle 21:15, l’orario in cui saremmo dovuti andare in onda su Rai, collegatevi a RaiPlay e guardate l’inchiesta che sarebbe dovuta andare in onda. Poi fatevi una foto davanti allo schermo (o dello schermo) e pubblicatela sui social, taggandoci e usando l’hashtag #giulemanidareport. Report è anche il suo pubblico. La memoria delle nostre inchieste non si sospende per decreto aziendale, e una squadra di giornalisti sotto attacco non è sola quando il pubblico le sta accanto. Report è un patrimonio di tutti”, afferma la redazione.

Secondo un retroscena pubblicato del Corriere, Ranucci sabato ha parlato al telefono con un gruppo di inviati della trasmissione, dicendosi “pronto a un passo indietro” nel caso in cui qualcuno nutrisse dubbi su di lui. E tra i giornalisti, riferisce il quotidiano, c’è chi pensa che “potrebbe essere ricattato“. Una ricostruzione che il conduttore smentisce totalmente: “Contrariamente a quanto è stato scritto sui giornali, la redazione è – sì – stordita ma unitissima e coesa, come sempre è stato in questi trent’anni di storia di Report. Tutto il resto è puramente sciacallaggio. Io non sono e non voglio essere un puro. Ma Report è una trasmissione pura”, afferma.

L’articolo Ranucci: “Mai un’inchiesta condizionata da Lavitola”. E la redazione di Report lancia una protesta contro la sospensione proviene da Il Fatto Quotidiano.


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