Liguria

Dalle controinchieste sul G8 alle attuali tecnologie di investigazione forense: i “punti di vista” per ricostruire la verità

Genova. Durante i lunghi anni dei processi per il G8 di Genova, il lavoro dei pm e degli avvocati di parte civile venne supportato da un gruppo di attivisti e tecnici, per archiviare e digitalizzare migliaia di atti di indagine, video e foto e poi per incrociare e sincronizzare quei dati, in particolare immagini, video e comunicazioni radio. Un lavoro gigantesco per la mole di materiale utilizzata,  che venne utilizzato nei procedimenti penali per ricostruire quelle giornate in una vera e propria controinchiesta giudiziaria.

Per raccontare l’esperienza della segreteria legale del G8 e metterla a confronto con esperienze più recenti di “forensic investigation”, in particolare con le indagini di Forensic Architecture, oggi punto di riferimento mondiale nell’investigazione delle violazioni dei diritti umani a Genova c’è una mostra, allestita al Maiiim nella Darsena (Calata Andalò Di Negro 15). Si intitola “Punti di vista” e durerà fino al 30 luglio, curata dall’attivista e documentarista Carlo A. Bachschmidt, che di quella segreteria legale fu il coordinatore.

“Le due esperienze non sono sovrapponibili – spiega Bachschmidt – Le consulenze tecniche del G8 nascono all’interno del processo penale italiano, attraverso il lavoro di avvocati, consulenti audiovisivi che analizzano migliaia di fotografie, video e registrazioni audio per verificare testimonianze e ricostruire responsabilità. Forensic Architecture opera invece attraverso un gruppo interdisciplinare che riunisce architetti, programmatori, filmmaker, giuristi, giornalisti investigativi, analisti open source, esperti di telerilevamento e modellazione tridimensionale, utilizzando immagini satellitari, dati geospaziali, simulazioni digitali e intelligenza artificiale”.

Il metodo è invece lo stesso: “Entrambe dimostrano che le immagini non sono semplici documenti della realtà, ma possono diventare prove verificabili attraverso procedure rigorose di analisi, confronto e contestualizzazione. La verità non emerge dalla forza di una singola immagine, ma dalla relazione tra fonti diverse, dalla loro sincronizzazione e dalla possibilità di renderle pubblicamente controllabili”.

La mostra

La prima sezione della mostra ripercorre l‘esperienza delle consulenze tecniche audiovisive sviluppate nei processi sul G8 di Genova dove per la prima volta in Italia, il processo penale divenne anche un laboratorio di sperimentazione sull’uso delle immagini come prova. “Materiali provenienti da fonti differenti vennero sincronizzati in un’unica timeline – ricorda Bachschmidt – permettendo di osservare gli stessi eventi da prospettive diverse e di ricostruirne con precisione lo sviluppo spazio-temporale”.

La seconda sezione presenta il lavoro di Forensic Architecture, agenzia di ricerca interdisciplinare con sede presso la Goldsmiths, University of London e raccoglie tre casi esemplari. A Cartography of Genocide documenta l’evoluzione della guerra nella Striscia di Gaza attraverso una piattaforma cartografica interattiva costruita su migliaia di eventi verificati e geolocalizzati. Ordini di evacuazione, distruzione delle infrastrutture civili e sanitarie, attacchi agli operatori umanitari, controllo territoriale e spostamenti forzati vengono messi in relazione in un unico ambiente digitale, rendendo visibili ricorrenze e modalità operative che difficilmente emergerebbero dall’analisi dei singoli episodi. The Killing of Hind Rajab ricostruisce l’uccisione della bambina palestinese di sei anni Hind Rajab, dei suoi familiari e dei due paramedici della Mezzaluna Rossa inviati a soccorrerla. Infine The Black Boxes of Disappearance affronta uno dei capitoli più drammatici della storia colombiana: l’assedio al Palazzo di Giustizia di Bogotá del 1985 e la successiva sparizione forzata di numerosi ostaggi.

“Obiettivo della mostra – spiega Bachschmidt – è riflettere su una trasformazione che riguarda il giornalismo, la giustizia, la ricerca e i diritti umani. La sfida non è più soltanto produrre documentazione, ma sviluppare metodi capaci di analizzarla, verificarla e renderla prova pubblica”.

Per parlare di queste nuove sfide lunedì 13 luglio alle 21, sempre al Maiiim si terrà un talk intitolato “Forensic investigation oggi”. Interverranno Davide Piscitelli ricercatore di Forensic Architecture, Enrico Zucca che fu il pm del processo per la scuola Diaz, Christian Vittorio Maria Garavello, critico e ricercatore. Moderatore il giornalista di Repubblica Marco Preve.

(Foto credits Mihail Ivanov)




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