Riforma istituti tecnici, la Flc Cgil al Ministero: “Dati sullo sciopero fuorvianti”

La Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL ha diffuso un comunicato stampa in risposta alla nota pubblicata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito riguardo la riforma degli istituti tecnici.
La sigla sindacale espone la propria posizione sulle dichiarazioni dell’Amministrazione, intervenendo sui dati di adesione allo sciopero e sulle motivazioni che hanno portato alle recenti modifiche del testo normativo.
I numeri della mobilitazione
Il primo punto affrontato dalla Flc Cgil riguarda le percentuali fornite da Viale Trastevere sulla partecipazione alla protesta del 7 maggio. Il dicastero aveva indicato un’adesione pari all’1,78%. Il sindacato fornisce la propria lettura di questa cifra, spiegando che il calcolo è stato effettuato prendendo in considerazione il totale dei docenti italiani di ogni ordine e grado: “La percentuale di adesione dell’1,78% è calcolata sull’intero personale docente di tutti gli ordini di scuola, mentre lo sciopero che abbiamo proclamato riguardava solo gli istituti tecnici: un artificio che diluisce deliberatamente il dato per sminuirlo.”
I rappresentanti dei lavoratori ritengono che questo metodo statistico restituisca un quadro parziale della situazione. Il comunicato evidenzia inoltre come le scorse settimane abbiano registrato numerose assemblee e presìdi territoriali promossi dai collegi docenti in tutta Italia.
Le modifiche al testo della riforma
Il documento interviene poi sulla natura degli aggiornamenti presentati alle parti sociali. La sigla pone un interrogativo sulla necessità formale di apportare correttivi per tutelare la continuità didattica e gli organici, nel caso in cui il testo originale fosse stato considerato privo di criticità.
Il sindacato dichiara: “Delle due l’una: o quelle criticità esistevano – ed erano esattamente quelle denunciate dalla mobilitazione – o gli aggiornamenti presentati ieri sono inutili.”
La Flc Cgil analizza anche le tempistiche dell’accordo, respingendo la ricostruzione secondo cui le novità deriverebbero esclusivamente dalle intese raggiunte il 9 aprile con le altre organizzazioni. Secondo il sindacato, se le misure fossero state concordate in primavera, l’Amministrazione le avrebbe presentate in quel periodo e non a luglio.
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