incontro sul ritornare nei luoghi di origine
Montemerano (Grosseto). C’è una nuova parola che si sta affacciando, quella di “tornanza”, cioè il ritorno come scelta consapevole nei luoghi d’origine, di solito borghi o piccoli centri urbani.
Di questo fenomeno, definito con un neologismo che è entrato nella Treccani, si parlerà alla biblioteca comunale di storia dell’arte di Montemerano sabato 11 luglio alle 18. Questo è il quarto degli incontri che l’Accademia del Libro ha dedicato alle aree interne del territorio maremmano e delle sue possibili strategie di sviluppo, con incontri con esperti di diverse discipline, dall’antropologa Anna Rizzo all’architetto Margherita Marri, all’urbanista Simone Rusci.
A parlare di “tornanza” sarà l’economista Antonella Guerra, che si occupa di formazione, ricerca e sviluppo territoriale, con particolare riguardo al turismo sostenibile, alla valorizzazione delle comunità locali e ai processi di rigenerazione dei territori. Lei stessa, dopo una lunga esperienza professionale fuori dal Cilento, è una “tornante” ad Altavilla Silentina.
“Il ritorno ai luoghi d’origine può contribuire ai processi di cambiamento e generare innovazione sociale, rafforzando le relazioni e valorizzando le risorse delle comunità locali”, dichiara Antonella Guerra, che offrirà uno sguardo concreto su pratiche e modelli di rigenerazione locale, dal rientro delle competenze professionali nei piccoli centri alla valorizzazione dei saperi diffusi, al coinvolgimento degli abitanti nella co-progettazione tra istituzioni, imprese sociali e terzo settore. L’incontro dunque proporrà strumenti operativi per attivare comunità di cura.
“Il punto di svolta nella filosofia di rigenerazione della parte debole del nostro Paese sta soprattutto in questo concetto: cura e non soltanto valorizzazione. Occorrono certamente scelte lungimiranti da parte della politica, ma solo a patto che ci sia l’attiva partecipazione delle comunità, anche nella gestione dei beni comuni”, termina Guerra.
Non è trascurabile, in tale contesto, che si preferisca parlare di paesi piuttosto che di borghi. La parola borgo allude a una logica di prodotto da offrire al turismo internazionale, la parola paese allude prima di tutto alle relazioni e alla vita dei suoi residenti, di quelli che sono tornati, di quelli che non sono mai partiti, di quelli che hanno scelto di arrivare.
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