Sicilia

Attentato a Ranucci, sequestrate sette pagine di appunti a Lavitola

Ci sono anche sette pagine, appunti scritti da Valter Lavitola, nel materiale che gli inquirenti hanno acquisito nel corso della perquisizione svolta sabato sera nell’abitazione dell’imprenditore accusato di essere il mandante dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. Sette fogli che dovranno essere ora analizzati così come i tre cellulari e le due pen drive che erano nella disponibilità dell’indagato. Da questi sequestri potrebbero arrivare risposte ed elementi utili alle indagini per circoscrivere il perimetro del movente, per capire cosa abbia spinto Lavitola – in passato coinvolto in numerose vicende giudiziarie – a far contattare tramite il suo factotum Gomes Clesio Tavares, la banda di avellinesi che ha compiuto l’azione dinamitarda all’esterno della villetta a Pomezia dove il conduttore vive assieme alla famiglia. Dai device, è l’auspicio degli inquirenti, potrebbero spuntare fuori chat, comunicazioni, ma anche documenti grazie ai quali indirizzare ulteriormente le indagini e verificare eventuali contatti tra i due anche nelle settimane successive ai fatti. Non è comunque ancora calendarizzata una nuova audizione in Procura di Ranucci dopo la svolta sul mandante.

Per quanto riguarda il movente al momento sembra essere del tutto tramontata la pista legata alle inchieste giornalistiche della trasmissione Rai. Gli inquirenti continuano ad ascoltare testimoni, ad acquisire racconti per cercare di definire e chiarire il rapporto tra Lavitola e Ranucci. Mercoledì nel corso di dichiarazioni spontanee l’imprenditore ha respinto gli addebiti ribadendo il suo rapporto di profonda amicizia con Ranucci, così come detto dallo stesso giornalista nei giorni scorsi. «

Ci vediamo quasi tutti i giorni, le nostre famiglie si frequentano – ha sostenuto l’ex editore di origini campane in Procura -, andiamo a cena spesso. È un’amicizia così stretta che è incompatibile con qualsiasi tipo di movente». In alcune interviste Lavitola, parlando del suo rapporto con Ranucci, ha fatto riferimento anche ad un progetto politico che coinvolgerebbe il giornalista. «Sono state fatte ricerche, e non da me e Sigfrido, secondo cui farebbe guadagnare alla coalizione di centrosinistra molti punti» ha detto al quotidiano La Verità aggiungendo di avere visto anche «dei sondaggi fatti da persone di assoluta credibilità dove i numeri erano del tutto incredibili».

Parole su cui non è escluso che gli inquirenti possano accendere un faro. Sulla vicenda interviene anche Fdi, con i componenti della Commissione di vigilanza Rai. «È inquietante lo scenario che emergerebbe dalla lettura dei giornali e che racconterebbero di legami e condizionamenti tra il conduttore e Lavitola – affermano i parlamentari -. Una circostanza su cui va fatta immediata chiarezza, perché è impensabile che una trasmissione iconica e simbolo per il Servizio pubblico possa essere influenzata in maniera così pesante».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »