‘Amai un sogno?’ di Simafra, performance in dialogo con le opere in mostra a Perugia

Ancora fino al 12 luglio sarà possibile visitare la mostra “Amai un sogno?” di Simafra, con le sue opere pittoriche ispirate al poemetto “Il pomeriggio di un fauno” di Stéphane Mallarmé in esposizione a Perugia nello Spazio del Contemporaneo DUE (via Fratelli Pellas 47).
In occasione dell’ultimo weekend di apertura, venerdì 10 luglio (ore 19) in programma un appuntamento speciale dal titolo “Archivio notturno” (seguirà un momento conviviale): performance a cura di Samuele Chiovoloni e Piccolo Teatro degli Instabili, con Lucia Betti, Susanna Caponi, Lavinia Fioretti, Giammarco Ranocchia, Chiara Santarelli, Davide Santucci. La performance si propone come un viaggio orizzontale, da compiere quasi da stesi, rispetto alla verità pulsionale che le opere sogno della mostra sfessurano. Un appuntamento collaterale, quindi, concepito come occasione di approfondimento e dialogo attorno ai temi che attraversano il progetto espositivo.
Al centro de “Il pomeriggio di un fauno” di Stéphane Mallarmé vi è infatti il dolce racconto di un incontro avuto con due ninfe in un pomeriggio estivo e assolato, che il fauno rievoca senza riuscire a stabilire se sia realmente avvenuto o se appartenga alla dimensione del sogno. Da questa domanda trae il proprio titolo la mostra personale “Amai un sogno?” di Simafra – pseudonimo di Riccardo Prosperi – che trova nel celebre poemetto simbolista il proprio riferimento poetico e concettuale.
Il racconto procede in una continua oscillazione tra ricordo, desiderio e illusione, lasciando anche il lettore in un’ambiguità irrisolta. Allo stesso modo, nelle opere pittoriche dell’artista la realtà viene trasfigurata. Figure e forme emergono e si dissolvono in un movimento ritmico incessante, entro un paesaggio in cui la natura si fa sovrannaturale e a tratti lunare. Nulla è fisso, ogni immagine affiora da una dimensione profonda e stratificata per poi ritrarsi nuovamente, invitando lo sguardo a sostare e a ritornare, come la scrittura di Mallarmé.
L’artista riscopre e si confronta con la struttura profonda di un linguaggio ineffabile, allusivo, costruito per corrispondenze e lontano dal senso comune. “Dipingere non la cosa, ma l’effetto che essa produce”, scriveva il poeta. È in questo spazio di evocazione che si colloca la ricerca di Simafra e la questione più profonda che la attraversa: quello che immaginiamo o sogniamo può dirsi meno vero di ciò che appartiene al mondo reale?
La mostra andrà avanti con i seguenti orari di apertura: venerdì e sabato dalle ore 18 alle 20, altri giorni su appuntamento.
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