Riforma istituti tecnici, il Ministero fa marcia indietro sui quadri orari. FLC CGIL: “La mobilitazione ha dimostrato che la scuola unita può ottenere risultati”

In un comunicato stampa diffuso in data 8 luglio, la Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL ha reso noto il primo risultato concreto della mobilitazione sindacale riguardante la riforma degli istituti tecnici.
Durante l’ultimo incontro, infatti, il Ministero ha annunciato la revisione dei quadri orari. Le modifiche prevedono la riduzione delle quote rimesse all’autonomia scolastica e il conseguente recupero di ore per le discipline scientifiche, economiche, per la geografia, per la seconda lingua straniera e per le discipline di indirizzo. Gli interventi andranno a coprire l’intero percorso di studi: primo biennio, secondo biennio e quinto anno.
L’esito delle proteste e le dichiarazioni
Il sindacato precisa che questo arretramento del Ministero è stato ottenuto grazie allo sciopero nazionale del 7 maggio, al blocco delle attività aggiuntive protratto dal 22 maggio al 21 giugno e alle iniziative promosse da studenti e famiglie.
Commentando questo primo traguardo, la segretaria generale FLC CGIL Gianna Fracassi ha dichiarato: “La mobilitazione ha dimostrato che la scuola, quando si organizza collettivamente, può ottenere risultati. Ora serve un provvedimento chiaro, tempestivo e coerente, che fermi l’improvvisazione e riconosca il valore dell’istruzione tecnica”.
Le richieste ancora aperte
Nonostante l’annuncio, per la FLC CGIL le correzioni restano parziali e tardive. Il sindacato denuncia infatti che le scuole non possono essere lasciate nell’incertezza a poche settimane dall’avvio del nuovo anno scolastico.
Le rivendicazioni restano tutte in campo e la vertenza prosegue. L’organizzazione sindacale chiede ufficialmente il rinvio dell’applicazione della riforma, una revisione complessiva del suo impianto, il ripristino totale delle ore sottratte, la tutela degli organici e il pieno coinvolgimento delle comunità scolastiche.
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