Asp 1, confronto tra Santangelo e i lavoratori: ma gli stipendi restano un’incognita
L’assessore regionale alle Politiche sociali incontra il personale senza salario da maggio alla casa di riposo “De Benedictis” e annuncia un tavolo in Prefettura. Le sigle sindacali protestano: “Nessuna soluzione immediata, è un disastro annunciato”
TERAMO – La complessa vertenza che sta travolgendo l’Asp 1 di Teramo, l’Azienda di servizi alla persona che gestisce le case di riposo di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto, si arricchisce di un nuovo teso capitolo istituzionale. Nella giornata di oggi, l’assessore regionale alle Politiche sociali Roberto Santangelo, affiancato dalla dirigente del Servizio programmazione sociale Romina Ciaffi, si è recato di persona a Teramo presso la struttura ‘De Benedictis’ per un atteso faccia a faccia con le organizzazioni sindacali, le lavoratrici e i lavoratori impiegati dalle cooperative Sanitalia e Assistenza 2000. Al centro del confronto c’è il dramma di oltre 250 famiglie che dallo scorso mese di maggio non percepiscono alcuna retribuzione, pur continuando a garantire l’assistenza quotidiana a una fascia di popolazione estremamente fragile come quella degli anziani.
La radice del problema risiede nel delicato assetto giuridico dell’ente e in una paralisi finanziaria che si trascina da settimane. Dalla Regione tengono a precisare che l’Asp 1 “è un ente pubblico non economico locale che gode di una propria autonomia statutaria, gestionale e finanziaria, pur rimanendo sotto la stretta vigilanza del Dipartimento Politiche sociali della Regione Abruzzo“. Di recente, la tesoreria dell’azienda è stata interamente congelata a causa di un atto di pignoramento presso terzi notificato dalla Cooperativa Polis. Per sbloccare la situazione e ottenere le risorse necessarie a saldare i fornitori e garantire le buste paga, l’Asp 1 si è vista costretta a procedere con un atto notarile di cessione del credito vantato nei confronti della Regione, inviato agli uffici competenti solo lo scorso 1’8 giugno dopo continui solleciti. Nonostante la documentazione sia giunta incompleta, il Dipartimento regionale si è attivato d’urgenza insieme all’Avvocatura e agli uffici del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione per valutarne la legittimità giuridica.
Durante il vertice teramano, l’assessore Santangelo ha voluto rassicurare la platea sottolineando che l’attenzione della Giunta regionale è massima e che l’obiettivo dell’esecutivo è trovare soluzioni concrete, stabili e legittime anziché facili titoli di giornale. L’esponente politico ha annunciato che gli uffici continueranno a lavorare senza sosta e che è stato già richiesto un tavolo d’urgenza presso la Prefettura di Teramo, finalizzato a richiamare le cooperative datoriali alle proprie responsabilità affinché si impegnino a liquidare le spettanze non appena la Regione avrà definito le proprie linee d’azione. Un nuovo incontro sul territorio è stato già fissato per la prossima settimana, precisamente per martedì 14 luglio.
Di tutt’altro avviso e decisamente più amaro è il bilancio tracciato dalle sigle sindacali Fp Cgil, Fisascat Cisl, Uil Fp, Ugl Salute e Nursind al termine del tavolo. I rappresentanti dei lavoratori, pur avendo promosso la riunione, hanno espresso forte rammarico e preoccupazione per il fatto che, a oggi, non sia stata ancora fissata una data certa per il pagamento dei salari arretrati. Il sindacato ha condannato fermamente l’atteggiamento delle cooperative datoriali, definendo la crisi in corso come un disastro annunciato che sta gravando interamente sulle spalle del personale. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito che continueranno a incalzare la politica e le istituzioni affinché non si attenda l’esasperazione dei lavoratori, pretendendo risposte strutturali ed emergenziali immediate per ridare dignità a chi gestisce un servizio pubblico essenziale.
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