Cittadinanza, la Camera accelera. La Lega propone nuove revoche per reati gravi, Valditara: “Fatti, non chiacchiere”

L’Aula della Camera ha approvato la richiesta di procedura d’urgenza per il disegno di legge sulla cittadinanza presentato dalla Lega. Il via libera, arrivato con 148 voti favorevoli, 99 contrari e 2 astenuti, accorcia i tempi dell’iter parlamentare per un provvedimento che modifica le regole per l’acquisizione e la revoca della cittadinanza italiana.
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha definito il passaggio come “un segnale molto forte”, aggiungendo: “Chi entra nel nostro Paese deve rispettare le nostre leggi e i nostri valori. È la politica dei fatti, da altri solo sparate demagogiche”.
Cosa prevede il testo della Lega
Il disegno di legge, firmato dai deputati leghisti Igor Iezzi e Simona Bordonali, interviene su due aspetti principali: le cause ostative per i minori e l’allargamento dei motivi di revoca.
Per quanto riguarda i minori, l’attuale normativa non prevede specifici impedimenti all’acquisizione della cittadinanza. La proposta della Lega introduce invece un blocco per quei minori stranieri che risultino coinvolti in reati gravi contro la persona, il patrimonio o legati allo spaccio di stupefacenti. La cittadinanza rimarrebbe sospesa fino al momento dell’effettiva riabilitazione.
Sul fronte della revoca, il provvedimento estende in modo significativo le casistiche oggi previste. Attualmente la legge consente di revocare la cittadinanza solo in casi limitati, legati principalmente a condanne per terrorismo o attività eversiva. Il Carroccio intende aggiungere un elenco di reati che comprenderebbe omicidio, violenza sessuale, maltrattamenti contro familiari e conviventi, tratta di esseri umani, costrizione o induzione al matrimonio.
Il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, ha sottolineato l’obiettivo del provvedimento: “Noi siamo convinti che la revoca sia necessaria anche per chi accoltella, uccide e stupra”.
Il provvedimento di Fratelli d’Italia
Accanto al testo della Lega, la discussione alla Camera riguarda anche una proposta di Fratelli d’Italia, che interviene sulle procedure di rimpatrio. Attualmente il trasferimento di detenuti stranieri verso il Paese d’origine è subordinato al consenso dell’interessato. Il disegno di legge di FdI eliminerebbe questo vincolo, facilitando i rimpatri per coloro che hanno ricevuto una condanna definitiva a più di un anno di detenzione.
Le prossime tappe
Con la dichiarazione di urgenza, i tempi per l’esame del provvedimento si accorciano. Il testo dovrà comunque superare il vaglio della Commissione Affari Costituzionali e successivamente tornare in Aula per il voto finale. La discussione promette di essere animata, con le opposizioni già pronte a criticare quelli che definiscono un “inasprimento ingiustificato” della normativa.
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