L’asilo è come il Sahara: i ventilatori da casa. Trasloco, infiltrazioni e ora il caldo a Camerano: «Situazione intollerabile»

CAMERANO – Costretti a portare i ventilatori da casa per dare refrigerio ai piccoli dell’asilo nido di Camerano. Fioccano le proteste dei genitori, mentre crescono i disagi per le operatrici e lo stress per i bambini: la nuova struttura dell’Aspio in cui è stato trasferito l’asilo – dopo i problemi che ha avuto la storica sede di via Chiesa – non è dotata di un impianto di condizionamento né di tende.
Le temperature
Nei giorni infuocati di giugno, la temperatura è salita fino a 33 gradi, 40 percepiti. E così sarà fino alla fine di luglio. Una situazione non certo ottimale, data la tenera età degli ospiti che va da zero a tre anni. I genitori sono inferociti. Già avevano accettato a malincuore il trasferimento all’Aspio, dopo la chiusura dei locali del centro a causa delle infiltrazioni d’acqua dal tetto subito dopo le feste natalizie, con la promessa di rientrare a settembre. Ora il caldo asfissiante. A gettare benzina sul fuoco è il consigliere d’opposizione Francesco Marzocchi: «Stiamo vivendo una situazione assurda, un’altra perla dell’amministrazione comunale. Nulla è cambiato dall’ultimo sopralluogo del 23 febbraio, con promesse tradite e famiglie ancora una volta prese in giro». E ancora: «Permangono le stesse criticità, acuite dal gran caldo. Il tempo delle scuse è finito. Nel pieno dell’estate, bambini ed educatori si trovano in locali senza condizionamento e ventilazione funzionante. Senza coperture delle grandi vetrate, né vegetazione ombreggiante esterna. Non è tollerabile che un servizio pubblico essenziale sia lasciato in queste condizioni. Quello che succede è il fallimento di una gestione fatta di annunci e rinvii. Chiediamo un intervento immediato. Non servono proclami fa fatti». Marzocchi, poi, allarga il discorso ad un’altra promessa che non verrà mantenuta: «Era stato assicurato che il vecchio asilo sarebbe tornato disponibile a settembre. Invece, con delibera 88/2026, si apprende che tale struttura non sarà pronta prima del 2027. È tempo che chi governa Camerano si assuma le proprie responsabilità», la chiosa al vetriolo del consigliere.




