Lazio

Pd, dopo Baglio si apre la corsa alla guida del gruppo in Campidoglio. Ecco i nomi

Un cambio di pedina strategico in Giunta, studiato per non alterare gli equilibri ma che inevitabilmente finisce per scuotere l’Aula Giulio Cesare. Le dimissioni a sorpresa di Monica Lucarelli dall’assessorato al Commercio e alle Pari Opportunità — arrivate non per strappi politici, ma per la necessità di dedicarsi all’azienda di famiglia dopo la scomparsa del padre — hanno costretto il sindaco Roberto Gualtieri a muovere rapidamente la regina della scacchiera dem. La scelta è caduta su Valeria Baglio, storica capogruppo del Partito Democratico e profonda conoscitrice della macchina capitolina.

Se il passaggio della Baglio nell’esecutivo blinda la continuità dell’assessorato, lascia però scoperto lo scranno più pesante della maggioranza. Chi prenderà il suo posto dovrà guidare i democratici nell’ultimo scorcio di consiliatura, traghettando il partito verso le delicatissime elezioni amministrative del 2027. Una partita politica delicata che il sindaco e i vertici del Nazareno hanno però deciso di congelare immediatamente.

L’ordine tassativo è: prima i provvedimenti, poi i nomi. Entro la fine di luglio l’Assemblea Capitolina è attesa infatti da due scogli finanziari e urbanistici cruciali: il voto sulle Norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore e l’assestamento di bilancio. Gualtieri non vuole distrazioni o bracci di ferro interni mentre si approvano le delibere chiave del mandato. Il decreto di nomina è pronto, ma il risiko delle poltrone comincerà solo dopo l’estate.

Il risiko del Nazareno: i tre nomi per la successione

I motori delle correnti dem, tuttavia, si sono già accesi. In pole position per la guida del gruppo c’è Riccardo Corbucci, attuale presidente della commissione Roma Capitale e responsabile degli Enti Locali del Pd regionale.

Considerato un fedelissimo del sindaco e vicinissimo all’area politica del deputato Claudio Mancini, Corbucci ha gestito in questi anni i dossier della digitalizzazione e della modernizzazione degli uffici, profilo che ne fa l’uomo d’ordine ideale per blindare l’ultimo anno di amministrazione.

Subito dietro scalpita Andrea Alemanni, presidente della commissione Commercio. Forte di un bacino elettorale imponente alle scorse elezioni (quarto più votato nel Pd con oltre 3.500 preferenze), Alemanni vanta un asse politico solido che parte dall’area franceschiniana per incrociarsi con quella di Matteo Orfini. Avendo seguito da vicino la gestione dei mercati rionali e dei tavolini all’aperto, il suo profilo rappresenterebbe una sponda naturale proprio per l’assessorato della Baglio.

La terza via porta invece al nome di Antonella Melito, vicepresidente della commissione Urbanistica. Pur non avendo lo stesso peso aritmetico in termini di voti dei colleghi, viene vista come la classica figura di mediazione e di garanzia, capace di dialogare con tutte le anime del gruppo.

Il suo lavoro fianco a fianco con Corbucci sul Prg ne ha rafforzato lo standing amministrativo. Più distante, ma comunque nello spettro delle valutazioni, resta Claudia Pappatà, esponente dell’area zingarettiana.

L’effetto domino sulle commissioni

Chiunque sarà il prescelto, la nomina provocherà un inevitabile effetto domino sulle poltrone di vertice delle commissioni permanenti. Per prassi consolidata in via dei Cerchi, infatti, chi assume il ruolo di capogruppo lascia la presidenza delle commissioni per favorire la redistribuzione degli incarichi all’interno della coalizione.

Se la scelta dovesse cadere su Corbucci o Alemanni, si aprirebbe immediatamente la caccia alla guida delle commissioni Roma Capitale o Commercio, uno scenario che rimetterebbe in corsa la stessa Melito o altri consiglieri di prima linea finora rimasti esclusi dai ruoli di vertice.

Per ora, la tregua estiva tiene fermo il tabellone. Ma sotto la cenere del luglio capitolino, la sfida per il futuro volto del Pd romano è già cominciata.

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