Civitanvoa, Marco Pennesi ucciso con una coltellata dall’alto. Dopo la ferita due colpi alla testa: agonia di un’ora

CIVITANOVA – Emergono nuove circostanze dall’autopsia eseguita ieri mattina dal medico legale Antonio Tombolini sul corpo di Marco Pennesi, il 62enne civitanovese ucciso in casa mercoledì scorso da Isabella Di Mattia, la 33enne teramana con cui in passato aveva avuto una relazione sentimentale e che aveva ospitato in casa da un paio di giorni.
I dettagli
L’accertamento, durato circa tre ore, ha confermato che la 33enne ha inferto una sola coltellata che ha raggiunto la vittima nella parte interna del braccio sinistro: il fendente è stato vibrato dall’alto verso il basso, aggressore e vittima erano l’uno di fronte all’altro, ed è plausibile che Pennesi abbia provato a schivare il colpo perché il medico legale ha rilevato uno stiramento del muscolo del collo. È possibile, ma questa al momento è solo un’ipotesi, che il colpo fosse diretto al torace ma con il brusco movimento del 62enne la lama ha colpito la vittima al braccio. Dai segni della lesione è ipotizzabile anche che Di Mattia impugnasse il coltello a serramanico con la lama rivolta verso il basso.
I tempi
A causa del dissanguamento Pennesi avrebbe perso conoscenza dopo circa un’ora, è possibile che in questo arco temporale sia stato colpito due volte alla testa, una delle quali in modo molto violento. Che in quel momento fosse già in atto il dissanguamento il medico legale lo ha dedotto dal fatto che, nonostante la violenza, il colpo non ha prodotto un’emorragia proporzionata. Ora serviranno altri accertamenti per stabilire se i colpi siano stati inferti con il manubrio da palestra trovato in casa (il manubrio che secondo Di Mattia, Pennesi aveva preso minacciando di lanciarglielo dopo che era stato ferito al braccio) o con un altro oggetto. Le analisi ora proseguiranno in laboratorio, il medico legale avrà trenta giorni per depositare le conclusioni.
Gli elementi emersi finora forniscono dunque una diversa rappresentazione di quanto accaduto il primo luglio nell’attico di viale Matteotti, 272. La 33enne, che ha negato più volte di essere la compagna di Pennesi, ha raccontato di una discussione scoppiata con il civitanovese che avrebbe preteso da lei un rapporto sessuale. Lei si era rifiutata e lui «mi ha preso per il collo e mi ha sbattuta sul letto, quando ho visto che mi veniva incontro ho preso il coltello che prima aveva usato per minacciarmi e l’ho colpito a un braccio», è stata la sua versione.




