«Ad agosto si lavora un giorno»
COMUNANZA – Sempre sotto osservazione delle forze sindacali l’andamento dello stabilimento di Villa Pera della Beko Europe. Il coordinamento delle segreterie provinciali e regionali di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Ugl metalmeccanici, nonché le rappresentative della Rsu di stabilimento, manifestano preoccupazione per il calo di produzione e le giornate di fermo lavorativo.
Le reazioni
«Nei giorni scorsi, l’azienda ha comunicato i volumi per luglio, che si attestano a 36.650 pezzi, che scendono nel mese di agosto a 2.300. Dati – rimarcano i sindacati – non ancora definitivi ma che destano molta preoccupazione. Tutto ciò si traduce in sei giornate di cassa integrazione guadagni su luglio, ovvero nei giorni 10, 17, 24, 29, 30 e 31, mentre su agosto risulterebbe lavorativo solo il giorno 31. Praticamente non si lavora mai». Quindi i rappresentanti dei lavoratori continuano a tenere alta l’attenzione. «La situazione è delicata e occorre da subito riportare la questione sul tavolo ministeriale. Sappiamo che questo è un problema di tutti i siti. Tuttavia sullo stabilimento di Comunanza il piano industriale non sta portando niente, come nulli sono i tanto decantati investimenti». Nel piano industriale della Beko Europe fino al 2027, per il sito dei Sibillini sono previsti 15 milioni di investimenti, dei quali 4 per il prodotto, la stessa cifra per il processo produttivo, altrettanti per la ricerca e sviluppo, 3 milioni per l’efficientamento energetico, ovvero l’installazione di pannelli solari. Un’opera, quest’ultima, considerata prioritaria dai sindacati per abbattere gli elevati costi dell’elettricità che incidono in modo importante su quelli generali della produzione. Infine i rappresentanti dei lavoratori: «Come organizzazioni sindacali Fim, Fiom Uilm e Ugl, continueremo a vigilare affinché gli impegni presi si traducano in azioni concrete e lavoreremo a livello di proposte per traghettare la fabbrica di Comunanza di Beko Europe negli anni a venire. L’obiettivo è chiaro: radicare lo stabilimento nel territorio e garantire un futuro dignitoso a un’intera comunità montana».




