Pnrr, in Umbria centrati i target del 30 giugno ma restano i nodi cantieri e burocrazia

La Regione ha raggiunto tutti i traguardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza previsti per la scadenza del 30 giugno, mettendo al sicuro le risorse europee assegnate al territorio, anche se l’attuazione dei progetti ha dovuto fare i conti con ritardi nei cantieri per l’edilizia popolare e ostacoli burocratici.
I numeri Complessivamente, secondo il report di Palazzo Donini, la macchina amministrativa umbra gestisce circa 660 progetti in cui l’ente pubblico opera come soggetto attuatore o beneficiario, per un valore che supera i 480 milioni di euro di fondi europei e sfiora i 554 milioni complessivi se si considerano le altre fonti di finanziamento. Allargando lo sguardo all’intero territorio umbro, la quota di investimenti localizzati esclusivamente nella regione sale a 2,938 miliardi di euro, inseriti in un quadro finanziario totale di oltre otto miliardi e mezzo che include anche i programmi a carattere nazionale con ricadute locali.
Sanità I risultati raggiunti toccano settori chiave. Nel campo della sanità, che rappresenta una delle sfide più complesse, l’amministrazione ha completato tutti i 15 obiettivi prefissati con una spesa di oltre 241 milioni di euro. Questo ha permesso di attivare diciotto Case della comunità sul territorio e cinque Ospedali di comunità, oltre a nove Centrali operative territoriali; per i progetti più problematici, come quelli di Monteluce e Umbertide, i lavori sono stati affidati. Sul fronte dell’assistenza medica, l’assistenza domiciliare ha raggiunto oltre 29mila anziani sopra i 65 anni, superando la soglia inizialmente stabilita di circa 22mila persone, mentre sono stati completati i processi di digitalizzazione in sette dipartimenti di emergenza e accettazione ospedalieri e sono entrate in funzione 47 grandi apparecchiature sanitarie di ultima generazione.
Trasporti Nel settore dei trasporti e della mobilità, l’intervento principale riguarda la riqualificazione tecnologica e infrastrutturale di 119 chilometri della Ferrovia centrale umbra con un investimento di 163 milioni di euro, un’opera destinata a collegare Sansepolcro e Città di Castello con i due capoluoghi, Perugia e Terni. A questo si aggiunge l’avvio del rinnovo della flotta dei treni regionali con l’acquisto di un nuovo elettrotreno a zero emissioni finanziato attraverso i fondi per la transizione energetica.
Digitalizzazione La digitalizzazione dei servizi pubblici ha fatto registrare l’attivazione di 76 centri di facilitazione digitale rispetto ai 42 previsti dalle autorità nazionali, consentendo la formazione di oltre 41 mila cittadini. Sul piano dei servizi interni è stata completata l’infrastruttura di collegamento tra le banche dati pubbliche ed è stato potenziato il sistema di sicurezza informatica regionale. Per quanto riguarda la transizione ecologica, i fondi hanno sostenuto la bonifica di siti industriali dismessi a Corciano e Terni, oltre all’avvio del progetto legato alla produzione di idrogeno verde nell’area di Narni e al sostegno a circa 15mila imprese agricole per l’ammodernamento dei macchinari.
I problemi Nonostante il quadro complessivo mostri il pieno raggiungimento degli obiettivi, la fase di attuazione ha fatto emergere diverse difficoltà operative e gestionali. La prima anomalia riguarda lo stesso sistema di monitoraggio nazionale della Ragioneria generale dello Stato, l’ormai noto ReGiS, che ha mostrato forti ritardi nell’aggiornamento dei dati di spesa dei singoli progetti. Per superare questo blocco informativo ed evitare di perdere traccia dell’avanzamento reale dei lavori, la Regione ha dovuto sviluppare internamente una piattaforma digitale parallela.
Le procedure Un altro punto debole è rappresentato dalla complessità delle procedure amministrative, in particolare in materia di appalti, ambiente ed energia. Gli esperti regionali hanno individuato 18 procedimenti particolarmente critici che rallentavano i tempi di approvazione. Sebbene il lavoro della task force abbia consentito di azzerare l’arretrato in gran parte di queste pratiche, gli uffici regionali ammettono che restano ancora aree problematiche da risolvere attraverso nuove linee guida e strumenti di semplificazione.
Pinqua L’ostacolo più significativo si è registrato però nei cantieri Pinqua, quelli legati alla qualità dell’abitare e all’edilizia sociale della quinta missione del piano. In questo settore l’esecuzione dei lavori è stata frenata da ritardi delle imprese, rescissioni dei contratti d’appalto e la conseguente necessità di affidare nuovamente i lavori ad altre ditte. Queste complicazioni hanno costretto l’amministrazione a disporre una proroga dei termini per la fine dei lavori al 14 agosto, una misura necessaria per non compromettere il rispetto delle scadenze tassative imposte dall’Unione Europea e non perdere i finanziamenti destinati alla realizzazione di 63 alloggi popolari e al recupero di oltre 43 mila metri quadrati di spazi pubblici.
La proroga Sempre a proposito di Pnrr, intanto, Palazzo Donini ha prorogato fino al 31 dicembre i contratti dei 22 esperti impegnati nell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza; misura che punta ad assicurare la continuità amministrativa degli uffici in una fase decisiva per il completamento delle opere sul territorio. L’estensione riguarda professionisti attivi in settori strategici come ambiente, appalti, edilizia, digitale e monitoraggio, valutati positivamente per il lavoro svolto finora. La spesa complessiva, che ammonta a oltre 583mila euro, trova piena copertura nelle risorse residue dei fondi ministeriali già stanziati per l’Umbria nell’ambito del progetto per il rafforzamento della capacità amministrativa locale
The post Pnrr, in Umbria centrati i target del 30 giugno ma restano i nodi cantieri e burocrazia appeared first on Umbria 24.
Source link


