dal 7 al 9 luglio il Festival dell’Architettura a Torino
TORINO – “Chi abiterà le case vuote?”. È questa la domanda da cui parte il Festival dell’Architettura Torino, un quesito di stringente attualità se è vero che, come indica l’ultimo censimento ISTAT, una casa su tre, in Italia, non è occupata. A Torino il paradosso si legge ancora meglio nei numeri elaborati dal Centro di ricerche di mercato: tra il 2019 e il 2024 la città ha perso quasi 4 700 abitanti, ma ha guadagnato oltre 13 500 famiglie. Meno persone, più domanda di case.
Il Festival prende il via oggi, 7 luglio, e si chiuderà il 9 luglio. Sarà l‘ex mercato ittico di Porta Palazzo a trasformarsi ogni giorno, dalle 17.30 alle 22.30, a ospitare l’evento. Gli spazi espositivi racconteranno il tema dell’abitare attraverso linguaggi e prospettive differenti: dalla mostra dei tre progetti vincitori della call internazionale Future Homes Europe, dedicata ai progettisti under 35, alla grande installazione effimera e partecipata La fragilità della bellezza genera responsabilità di Raffaele Salvoldi; dalla mostra fotografica Costruire case, fare città, realizzata a partire dall’Atlante dell’Architettura Contemporanea del Ministero della Cultura, a Chi abita le 167?, dedicata all’impatto della legge 167/1962 sul paesaggio residenziale torinese; fino a The Struggle for Housing, con i fotoromanzi del Gruppo Strum esposti al MoMA nel 1972, e la video installazione Dal pieno al vuoto. Andata e ritorno di Lorena Alessio con Kong-Ki Wong, che prende come caso studio la città di Taichung, a Taiwan.
Si tratterà comunque di un festival parzialmente diffuso: l’evento si allargherà alla città con i laboratori per bambine e bambini di SOU, la scuola di architettura della Fondazione per l’architettura/Torino, un momento musicale in collaborazione con Fondazione per la Cultura di Torino e la rassegna cinematografica di cinque titoli al bistrot culturale Il Ramo d’Oro.
Sarà un’edizione pensata per architetti e professionisti ma aperta a tutta la città, in cui le domande collaterali che ci si porrà saranno: come si abita? dove? a quali condizioni?. Il programma, tra talk, installazioni, laboratori e proiezioni, prende le mosse da una suggestione di Ettore Sottsass, tra i più grandi architetti e designer italiani del Novecento, e la trasforma in chiave contemporanea: il vuoto delle case non come assenza, ma come spazio di possibilità. Il tema delle case vuote non è solo un problema da risolvere: è anche un’occasione progettuale enorme, capace di attivare rigenerazione, valore culturale ed economico nei territori. È su questo doppio binario, urgenza sociale e opportunità di progetto, che il Festival costruisce il proprio programma, mettendo in rete università, istituzioni e città europee alle prese con le stesse sfide.
Le tre giornate del Festival si articoleranno lungo traiettorie tematiche distinte: la prima giornata è dedicata al fabbisogno abitativo in Italia e in Europa e alle sue implicazioni sociali e demografiche; la seconda approfondirà il rapporto tra progetto dell’abitare, intelligenza artificiale e innovazione digitale; la terza esplorerà casi studio, modelli e sperimentazioni dalle città europee impegnate nella trasformazione delle politiche abitative. Ogni giornata si concluderà con un keynote speech affidato a protagonisti della scena architettonica internazionale, chiamati a confrontarsi sulle nuove forme dell’abitare contemporaneo.
Il programma completo, con orari e dettagli su ospiti e proiezioni, è disponibile online.
Il Festival dell’architettura, nato per accendere i riflettori sul ruolo dell’architettura nell’evoluzione urbana, intende essere un punto di partenza per contribuire in modo strategico alla candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033.
L’evento è realizzato con il contributo di Regione Piemonte, Città di Torino, Città Metropolitana di Torino e il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
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