Integrazione a scuola, Valditara: “È fondamentale insegnare i valori della nostra civiltà. Chi viene da lontano deve imparare la nostra storia”

La gestione delle tensioni sociali parte dai banchi. Nelle aree più complesse del Paese, il contrasto alla dispersione e alle gang giovanili richiede interventi pratici, capaci di trattenere i ragazzi negli istituti ben oltre il normale orario di lezione.
Il Ministero dell’Istruzione sta spingendo sull’utilizzo dei fondi di Agenda Nord e Agenda Sud per ampliare l’offerta formativa pomeridiana, finanziando attività sportive, teatrali e musicali.
Giuseppe Valditara ha fatto il punto su queste misure durante un’intervista con il Quotidiano Nazionale. “Tenere i ragazzi a scuola e non lasciarli sulla strada è molto importante” ha spiegato, analizzando il ruolo delle scuole nei quartieri a forte rischio. Un’azione di presidio del territorio che, nei piani dell’esecutivo, si affianca a un inasprimento delle sanzioni per chi si macchia di reati gravi.
L’educazione alle relazioni
Accanto al prolungamento dell’orario scolastico, il Ministero sta portando avanti una revisione operativa delle linee guida civiche: l’attenzione è puntata sul rispetto della figura femminile, trasformato in un preciso traguardo didattico. I docenti stanno seguendo percorsi di formazione specifici curati da Indire per portare in aula il contrasto al maschilismo e la gestione delle emozioni.
A questa impostazione si lega il fermo divieto di indossare il velo integrale negli spazi dell’istituto. Il ministro inquadra la questione staccandola dalla dimensione puramente religiosa per ancorarla ai diritti civili e all’uguaglianza: “Non possiamo accettare che nelle classi vi siano ragazze senza volto. […] È una questione di rispetto verso la donna”.
Le tensioni internazionali
Le aule restano intanto luoghi esposti ai riflessi dei conflitti geopolitici. Sul delicato dibattito legato al Medio Oriente, il ministero ha tracciato confini inequivocabili attraverso apposite circolari. L’espressione delle opinioni e lo spirito critico vanno garantiti, tuttavia i dirigenti scolastici devono vigilare per bloccare l’ingresso di associazioni estremiste o i tentativi di indottrinamento a senso unico.
Il pluralismo esige la presenza costante di voci contrastanti. Sulla gestione pratica di questi confronti, Valditara ha lanciato un avvertimento rivolto a tutto il personale scolastico: “La propaganda deve rimanere fuori dalle scuole. Chi appartiene a organizzazioni che la Ue ha qualificato come terroristiche non può parlare in una scuola”.
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