Ridimensionamento del corteo storico della Cavalcata dell’Assunta, interrogazione di Di Ruscio – Cronache Fermane

La scelta di ridimensionare il corteo storico che precede la Cavalcata dell’Assunta il prossimo 15 agosto continua a far discutere a Fermo.
Una decisione che non riguarda solo la tradizione cittadina, ma è entrata anche nelle sale della politica, con il consigliere di opposizione Saturnino Di Ruscio, che ha presentato un’interrogazione consiliare.
«Questa scelta ha provocato una serie infinita di reazioni che, nel bene e nel male, evidenziano come la Cavalcata dell’Assunta e la modifica sostanziale della rievocazione storica non sono temi che possono essere discussi in sedi ristrette e a colpi di maggioranza nel Consiglio di Cernita, perché investono la città tutta e lo stesso Consiglio Comunale – dichiara Di Ruscio – aggiungo che la Cavalcata dell’Assunta è stata “utilizzata” per 11 anni per completare/riempire il palinsesto delle manifestazioni estive e non solo estive e come serbatoio di voti, senza tenere in considerazione, o peggio comprendere, cos’è e cosa rappresenta per la città di Fermo ed il territorio».
«L’amministrazione comunale è “prigioniera” dei Priori e delle Contrade che decidono di non organizzare il Corteo storico il 15 agosto. Viene così raggiunto un “accordicchio” che salvaguarda gli amministratori comunali che potranno sfilare il 15 agosto, ma accompagnati da una rappresentanza minuscola delle contrade (tre figuranti per contrada). Il sindaco è il Presidente della Cavalcata dell’Assunta e l’Ente Cavalcata è legato al Comune di Fermo che l’ha istituita con delibera del Consiglio Comunale – sottolinea il consigliere di opposizione – l’Ente Cavalcata è strumentale al Comune di Fermo ovvero funzionale alla organizzazione della rievocazione storica, ma titolare ne è sempre il Comune di Fermo. Quindi toccare il Corteo del 15 agosto non è un semplice fatto organizzativo. Quindi la scelta non è dei Priori e/o del Consiglio di Cernita, bensì è politica, del Consiglio comunale che l’ha istituita. Considerato altresì che nel volume “La Cavalcata dell’Assunta e la città di Fermo: Storia-Arte- Ritualità-Araldica”, curato dal prof. Massimo Temperini, al quale hanno collaborato i massimi esperti storici della città di Fermo, alcuni purtroppo non più tra di noi, viene ben documentata la storia, il significato religioso, politico ed economico della Rievocazione, nonché le modalità organizzative. Nel libro si dice chiaramente che “la festa dell’Assunta, strettamente legata com’era non solo alla sensibilità religiosa, ma anche alle vicissitudini socio-politiche ed economiche della città, alle strategie di potere degli organizzatori e al “gusto” delle masse dei fruitori, conobbe nella sua evoluzione di forse ben quattordici secoli…profonde e significative modifiche, trasformazioni e riproposte“. Sempre nel libro viene specificato che le modalità con le quali si tenevano i festeggiamenti erano specificate, anche se in modo sommario, negli statuti comunali».
Di Ruscio dunque chiede che tale decisione venga discussa in consiglio comunale, considerando anche i contributi che il Comune elargisce e l’investimento del settore turismo per la promozione della Cavalcata in Italia e all’estero.
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