Altri guai per mister Brexit. A Farage fondi non dichiarati da un condannato per frode
Nigel Farage non ha dichiarato i fondi ricevuti da George Cottrell, coinvolto in un giro di scommesse potenzialmente illegali nel Regno Unito e già condannato per frode in America. Ad affermarlo è un’inchiesta del Sunday Times che ieri ha illustrato nel dettaglio la controversa relazione tra il leader di Reform Uk e Cottrell, soprannominato “Posh George”.
Questo trentaduenne aristocratico britannico e già ospite delle prigioni federali americane con accuse di riciclaggio non ricopre alcun ruolo ufficiale nel partito di Farage, ma per più di un decennio e’ stato uno dei suoi consulenti più fidati e l’ha accompagnato spesso a Westminster e in altri viaggi nel Paese, pagando in segreto persino le sue guardie del corpo. Cottrell si sposta con jet privati e usa effettuare trasferimenti bancari sotto il nome di “George Co”, ha un ruolo determinante in una società di gioco d’azzardo in criptovalute che si avvale di una struttura offshore i cui proprietari risultano invisibili al pubblico.
Sempre secondo il quotidiano la sua relazione con Farage, che Cottrell chiama “daddy”, risulta controversa. L’inchiesta del Times rivela che Cottrell ha assunto e pagato di tasca propria dei dipendenti che si sono occupati di gestire la presenza di Farage sui social media, di produrre dei contenuti sull’immigrazione, sulla legge per i diritti umani e sulla correttezza politica e di promuovere l’immagine di Reform.
Dal momento della sua elezione Farage ha inoltre potuto usare un’abitazione di cinque piani vicino a Buckingham Palace pagata da Cottrell ed ha ricevuto da lui tutta una serie di regali e benefit che però non ha dichiarato violando così le regole parlamentari. Affermazioni, quelle del Times, smentite sempre ieri dal portavoce della tesoreria di Reform, Robert Jenrick. “Al signor Farage è consentito avere degli amici – ha dichiarato Jenrick alla Bbc – e non doveva dichiarare alcunché dato che tutti i benefit di cui si parla erano personali e ricevuti prima che venisse eletto”.
L’inchiesta ha suscitato immediate reazioni nel mondo politico, con i LiberalDemocratici che hanno chiesto l’apertura di un’inchiesta sul caso. Farage sta peraltro già affrontando una controversia simile riguardo una donazione di 5 milioni di sterline fatta dall’investitore in criptovaluta Christopher Harborne nel 2024. Anche questa non venne mai registrata. Il leader di Reform Uk ha spiegato che il denaro serviva alla sua sicurezza personale e non aveva alcuna connessione con la politica poiché l’aveva ricevuto quando ancora non era entrato a Westminster, ma anche qui la situazione appare poco trasparente.
“Nigel Farage e Reform sono coinvolti in uno scandalo di dimensioni sempre maggiori – ha dichiarato ieri un portavoce del Labour – le nuove accuse di pagamenti segreti ricevuti da ricchi criminali si aggiungono a quello della donazione precedente. Quanto denaro è stato donato, che cosa hanno avuto in cambio questi benefattori e perché si è tentato di insabbiare tutto evitando di rispondere a domande più che legittime? Reform non può pensare di nascondere tutto sotto il tappeto sperando che scompaia”. Secca la replica pervenuta ieri da parte di un portavoce di Farage.
“Non sorprende che il Sunday Times abbia scelto di pubblicare una storia priva di fondamento, relativa ad un periodo in cui Nigel Farage non era nemmeno un politico in attività, visto che il giornale ha appoggiato i laburisti alle ultime elezioni”.
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