Veneto

nuove metriche per l’Influenza Digitale

La Creator Economy sta attraversando una fase di significativa trasformazione, abbandonando il tradizionale focus sui follower per abbracciare un approccio più sfumato basato sulla qualità dei contenuti e sull’autenticità delle relazioni con il pubblico. Questo cambiamento è stato al centro di “Beyond Influence”, un evento organizzato da 40Degrees e OBE – Osservatorio Branded Entertainment, in collaborazione con YouTube e ONIM – Osservatorio Nazionale Influencer Marketing, che si è svolto a Milano, nello spazio di Google Italia.

Nel contesto attuale, le dinamiche dell’influenza digitale sono in continua evoluzione. Un’analisi condotta da 40Degrees, presentata dal CEO Matteo Pogliani, ha evidenziato un dato allarmante: nell’ultimo anno, le visualizzazioni medie per contenuto sono diminuite del 29,9%, mentre le interazioni hanno subito un calo del 27,7%. Questo segnale indica che ottenere visibilità è diventato sempre più complesso. Non basta quindi produrre contenuti in quantità, come dimostrano i macro-creator su TikTok, la cui produzione è aumentata del 47% ma ha comportato un decremento del 42% nelle visualizzazioni medie per post.

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Scopri come fare

Le piattaforme stesse stanno ridefinendo il modo in cui i contenuti vengono distribuiti. Si è osservato che la dimensione della fanbase ha un peso sempre minore, mentre i creator che si specializzano in nicchie specifiche tendono a ottenere performance superiori rispetto a quelli generalisti. Pertanto, la competenza, la specializzazione e la capacità di instaurare relazioni autentiche con il pubblico sono ora elementi chiave per il successo.

Un aspetto interessante emerso nel corso dell’evento è il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale all’interno della Creator Economy. L’AI viene sempre più utilizzata nella produzione di contenuti e nell’analisi delle performance, mentre la sua applicazione nella gestione delle relazioni con la community è ancora limitata. Gloria Peggiani, dottoranda della POLIMI School of Management, ha sottolineato come le strategie di contenuto adottate dagli influencer possano influenzare significativamente le loro collaborazioni con i brand. La ricerca ha identificato diversi archetipi di influencer, ciascuno con caratteristiche e prerogative distinte.

Il ciclo di vita dell’influenza si articola in quattro fasi, che vanno dall’esplorazione del potenziale alla costruzione, monetizzazione e riposizionamento. Ogni profilo di influencer adotta strategie diverse, rispondendo in modo unico alle sfide del mercato e alle aspettative della community. Questo riflette una professionalizzazione sempre più marcata nel settore, dove la creatività deve essere accompagnata da competenze editoriali e progettuali.

Il dibattito ha inoltre affrontato la questione della responsabilità dei creator, in particolare per quanto riguarda i contenuti nei settori beauty e wellness. Arianna Stella e Silvia Fascians hanno discusso l’importanza della trasparenza e della coerenza nelle collaborazioni con i brand, enfatizzando che la qualità della relazione con il pubblico è diventata un indicatore fondamentale del valore dell’influenza, superando le tradizionali metriche numeriche.


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Il confronto ha offerto una panoramica su un mercato in evoluzione, dove piattaforme, creator e agenzie collaborano in modo complementare per costruire valore. È emerso che le collaborazioni tra influencer e brand dovrebbero superare la visione del creator come semplice canale distributivo, orientandosi verso una co-creazione di contenuti.

Infine, il tema della compliance è stato discusso da Gilberto Nava, partner dello studio legale Gatti Pavesi Bianchi Ludovici, il quale ha messo in luce l’importanza di adattarsi a un quadro normativo in evoluzione, in modo da garantire la trasparenza e la tutela dei consumatori.

In conclusione, “Beyond Influence” ha rappresentato un momento cruciale di riflessione per tutti i partecipanti, sottolineando come la Creator Economy sia entrata in una nuova fase, che richiede una visione più ampia e strategica. La sfida ora è sviluppare progetti capaci di generare valore nel tempo, contribuendo così alla crescita di un ecosistema professionale sempre più maturo e innovativo.


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