L’ambasciatore Usa in Italia replica a Papa Leone: «immigrazione fa bene ma chi arriva si integri»
L’America è una terra di immigrazione, ma chi arriva deve integrarsi e rispettare le regole. L’ambasciatore Tilman J. Fertitta ha festeggiato il 250anniversario dell’indipendenza in modo speciale, a Cefalù, in Sicilia, terra dei suoi avi, per mostrare che la sua storia parla di una famiglia che ha cercato fortuna in un altro Paese. Allo stesso tempo, il diplomatico ha tenuto il punto sulla linea di Donald Trump, che della lotta agli irregolari ha fatto un mantra. Il tema è tornato ad affacciarsi nel dibattito nel giorno in cui papa Leone ha visitato Lampedusa e pregato sulle tombe dei profughi morti in mare sulla via dell’Europa. E soprattutto, dopo aver sottolineato che l’America è stata plasmata sui migranti, in un messaggio che tutti gli osservatori hanno ritenuto fosse indirizzato direttamente all’inquilino della Casa Bianca.
«Io sono favorevole all’immigrazione, ha reso grandi tutte le aziende, la mia famiglia d’altronde ne è un esempio», ha sottolineato l’ambasciatore, che nel «diplomacy coastal tour» in yacht per l’Italia ha fatto tappa a Cefalù, dove tra le altre cose ha ricevuto dal sindaco Daniele Tumminello l’atto di nascita di uno suo trisavolo, Francesco Fertitta: un pescatore nato in questo piccolo comune del Palermitano nel 1831. Il diplomatico Usa ha tenuto però a precisare che proprio la sua famiglia, quando sbarcò negli States «giurò fedeltà al Paese e seguì le sue regole». Quindi anche oggi, quando «ci si reca nel Paese di qualcun altro, si deve imparare la lingua e integrarsi e nella società». Per il resto, Fertitta considera il suo legame con l’Italia come la perfetta rappresentazione degli «eccellenti rapporti” tra Italia e Stati Uniti. In questo senso, ancora una volta, ha liquidato come poco importanti le recenti tensioni tra Donald Trump e Giorgia Meloni, che tanto hanno creato fibrillazione a Roma. «Mariti e mogli litigano, i migliori amici litigano, è la vita che tutti conduciamo. E quando si tratta del presidente e del primo ministro di due grandi nazioni, la cosa fa notizia», è stata la risposta alle domande dei giornalisti. Nulla di cui preoccuparsi, insomma: lo ha dimostrato la presenza alle celebrazioni di Villa Taverna di «4000 italiani, dai rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale, dai ministri ai vicepremier».
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