Pronto Soccorso sardi al collasso: la UIL FP denuncia la chiusura a Isili
La UIL FP della Sardegna aveva lanciato l’allarme nei giorni scorsi sul reale rischio di un collasso dei Pronto Soccorso isolani, una preoccupazione che oggi trova amara conferma nella notizia della chiusura dei battenti della struttura di Isili. Nonostante le rassicurazioni dell’assessore regionale competente, che aveva ribadito di avere la situazione sotto controllo, il sindacato denuncia come il rischio di chiusura sia ormai identico anche per gli altri presidi di emergenza del territorio.
Secondo i rappresentanti della UIL FP, ci troviamo di fronte a una situazione estremamente grave che ha generato un disastro su aree territoriali già fortemente depotenziate e sofferenti. Il quadro è aggravato da condizioni infrastrutturali precarie e da una demografia caratterizzata da una popolazione prevalentemente anziana, che necessita di un’assistenza continua e tempestiva. Il sindacato dice basta a questo stato di cose e critica duramente una gestione definita approssimativa, giudicata fatta più di proclami pubblici che da azioni concrete a tutela del diritto alla salute.
La tanto attesa svolta non si intravede affatto; al contrario, il sistema sanitario regionale viene descritto come una vera e propria polveriera sociale. La sigla sindacale evidenzia come le case e gli ospedali di comunità esistano attualmente solo sulla carta, mentre i reparti ospedalieri tradizionali stanno implodendo a causa di posti letto del tutto insufficienti. A pagare il prezzo più alto è il personale, descritto come numericamente inadeguato, stremato, mal pagato e costretto a sostenere ritmi di vita insostenibili. Di fronte a questo scenario, la UIL FP esorta a intervenire immediatamente per cambiare il paradigma, chiedendo alla Regione di invertire la rotta in modo tangibile, mettendo da parte le parole e i facili entusiasmi per fornire finalmente risposte definitive ai lavoratori e ai cittadini.
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