Lampedusa, una cattedrale a cielo aperto per accogliere Papa Leone XIV
Sono diversi i «segni» liturgici che caratterizzano la visita pastorale di papa Leone domani a Lampedusa, a partire dalla «Cattedrale a cielo aperto» in cui si tramuterà lo stadio Arena di Lampedusa, il luogo dove Papa Leone celebrerà la messa, «un ideale tempio senza mura capace di accogliere simbolicamente l’intera umanità», dice la diocesi di Agrigento.
Come avvenne per la visita di Papa Francesco nel 2013 poi, il simulacro della Madonna di Porto Salvo, statua venerata dal XV secolo come protettrice dei naviganti, sarà posto accanto all’altare. Vicino ad essa troverà collocazione l’antica scultura secentesca del Crocifisso della Cattedrale, a sottolineare il legame profondo con la Chiesa Madre dell’Arcidiocesi.
Infine, altare e ambone, i due poli liturgici «sono frutto della ricerca artistica di Igor Scalisi Palminteri, artista palermitano che indaga da tempo il rapporto tra sacralità, memoria collettiva e spazio pubblico». Le opere sono state selezionate a seguito di un concorso rivolto ad artisti contemporanei siciliani.
Il progetto concretizza le linee guida dell’Arcidiocesi di Agrigento, intrecciando tre temi cardine, il mare, il sangue, la migrazione, letti attraverso la luce della Redenzione e della profezia biblica. L’artista ha scelto di evitare rappresentazioni narrative o fotografiche dirette del dolore, privilegiando un linguaggio essenziale e simbolico. Superfici astratte e segni fluidi evocano il mare e il viaggio, la fragilità e la speranza. Le linee che percorrono le opere richiamano il moto delle onde, trasformando il Mediterraneo in uno spazio di passaggio, ma anche di memoria e rinascita. L’altare richiama con la sua forma piena e stabile la «pietra angolare: Cristo che, offrendosi, dona stabilità alla comunità in festa». L’ambone, luogo della Parola e dell’annuncio, «assume la forma dello scoglio e dell’approdo, richiamando simbolicamente il sepolcro scavato nella roccia: il luogo da cui Cristo è uscito vittorioso. Una linea cromatica rossa attraversa entrambe le opere, simbolo della Passione e del sangue versato, ma anche memoria delle tante vite perdute nelle acque del Mediterraneo».
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