«Ad accogliere il Santo Padre anche chi vuole blocchi navali e rimpatri»
«A Lampedusa, accanto ai tanti che applaudiranno sinceramente le parole del Pontefice e i suoi appelli alla pace e all’accoglienza, ci sarà anche chi si limiterà ad ipocriti applausi di circostanza. Mi riferisco ad alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale dell’isola che hanno sempre sbandierato la loro idea secondo la quale gli immigrati devono essere aiutati… ma a casa loro. E mi riferisco anche agli esponenti di quella parte politica che ha cavalcato il fenomeno migratorio per pura propaganda elettorale, e sono stati eletti promettendo blocchi navali e rimpatri di massa. Saranno lì in prima fila, sorridendo alle telecamere». Sono le parole di Totò Martello, ex sindaco di Lampedusa, consigliere comunale del Partito Democratico e capogruppo di opposizione al Comune delle Pelagie.
«La visita di Papa Leone XIV a Lampedusa – aggiunge – rappresenta un evento straordinario dal profondo valore religioso, sociale e anche politico. Dopo anni si accendono di nuovo i riflettori sull’impegno umanitario di un’isola che, in tutto questo tempo di silenzio del governo Meloni, non ha mai smesso di vivere quotidianamente il complesso fenomeno umanitario degli sbarchi, così come non ha mai smesso di piangere tante, troppe vittime innocenti. Ed è bene ricordare che non stiamo parlando di ‘numerì ma di esseri umani, donne uomini e bambini che non ce l’hanno fatta ad attraversare un Mediterraneo che per ciniche scelte politiche è stato abbandonato a sé stesso». “Per quel che mi riguarda – conclude – da vero lampedusano ringrazio il Santo Padre per aver deciso di venire qui nel cuore del Mediterraneo, in un’isola che è stata simbolo di pace ed accoglienza ma che adesso per molti è diventata un simbolo scomodo. Come se per risolvere il fenomeno migratorio, bastasse non parlarne».
Source link




