Orosei. Business dei finti permessi ai migranti: tre arresti – VIDEO
IL BLITZ – All’alba di oggi, giovedì due luglio 2026, i carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro, con il supporto aereo di un elicottero del 10° NEC Olbia, hanno blindato il comune di Orosei per dare esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Giudice per le indagini preliminari. Il provvedimento colpisce quattro persone, ritenute i vertici di un collaudato e lucroso sistema criminale specializzato nell’aggirare le maglie della normativa nazionale sull’immigrazione. Per tre degli indagati si sono aperte le porte del carcere, mentre per il quarto è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I reati contestati a vario titolo dalla Procura della Repubblica sono pesanti e vanno dal concorso in favoreggiamento aggravato e continuato dell’immigrazione e della permanenza illegale di cittadini extracomunitari, fino all’impiego di denaro e utilità di provenienza illecita.
LE IMMAGINI DEL BLITZ
L’INCHIESTA – Il blitz odierno rappresenta l’atto finale di una complessa attività investigativa condotta sul campo dai carabinieri di Siniscola, partita nell’aprile del 2025 dopo i primi sospetti su un anomalo picco di pratiche anagrafiche nel centro baroniese. L’inchiesta ha squarciato il velo su un vero e proprio mercimonio dei diritti, un hub burocratico parallelo che produceva in serie contratti fittizi di locazione e di comodato d’uso, uniti a dichiarazioni di ospitalità totalmente mendaci. Questo castello documentale rappresentava lo snodo fondamentale per far ottenere ai migranti la residenza fittizia all’anagrafe del comune di Orosei, il requisito formale indispensabile per incassare il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno e per avviare le istanze di ricongiungimento familiare per i parenti ancora all’estero. Finora i militari hanno accertato la regolarizzazione illegale di almeno ventisei cittadini di nazionalità marocchina, tunisina ed egiziana, ma la cifra è considerata provvisoria dagli inquirenti, dato che gli accertamenti sui faldoni comunali sono ancora in pieno svolgimento. La rete poteva contare sulla complicità di due proprietari di immobili della zona, sul dipendente di un CAF locale e sul coinvolgimento di alcuni impiegati pubblici infedeli, attualmente iscritti nel registro degli indagati ma non destinatari di misure restrittive.
IL BUSINESS – Finora, le indagini hanno accertato l’ingresso e la permanenza illegale a Orosei di almeno 26 cittadini originari di Marocco, Tunisia ed Egitto, ma il numero appare riduttivo rispetto alla realtà, essendo le indagini tuttora in pieno corso. La macchina dell’accoglienza fantasma garantiva profitti enormi, speculando sullo stato di necessità degli stranieri, i quali arrivavano a pagare una tariffa variabile tra i 500 e i 5.200 euro a pratica. Per ripulire il fiume di denaro contante accumulato e sottrarlo ai controlli antiriciclaggio, il sodalizio movimentava le somme in un flusso continuo attraverso due conti correnti bancari e un conto di gioco online sulla piattaforma SISAL, una lavatrice finanziaria utilizzata nel tentativo di disperdere le tracce dei bonifici.
LE INTIMIDAZIONI – l lavoro degli investigatori dell’Arma ha permesso anche di fare luce sullo sfondo inquietante di un grave attentato esplosivo avvenuto la notte del 7 aprile 2025, quando una bomba rudimentale fu fatta esplodere davanti all’abitazione del Responsabile dell’Area Pianificazione Urbanistica e SUAPE del comune di Orosei. Il movente, rimasto a lungo avvolto nel mistero mentre gli autori materiali restano tuttora ignoti, va ricercato proprio nell’attività del funzionario pubblico, colpevole di aver segnalato un abuso edilizio in uno degli stabili usati dall’organizzazione. Quell’accertamento tecnico aveva infatti determinato l’immediata inagibilità dell’immobile, bloccando le false dichiarazioni di ospitalità e mandando in fumo gli affari del gruppo. Contestualmente agli arresti, i Carabinieri hanno eseguito il sequestro preventivo di due immobili a Orosei e di tre conti correnti, blindando nuova documentazione probatoria durante le perquisizioni effettuate anche negli uffici della Prefettura UTG di Nuoro.
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