Inchiesta Monte Nuovo, 25 rinvii a giudizio e una condanna. Il processo in autunno
Cagliari
Prosciolti da tutte le accuse Massimo Temussi e Giorgio Carboni
Rinvio a giudizio per l’ex assessora regionale dell’Agricoltura Gabriella Murgia, così come per Desiderio Mulas, originario di Cagliari, ma residente a Oristano, nell’ambito del procedimento giudiziario che ha fatto seguito all’inchiesta Monte Nuovo. A questi due rinvii a giudizio se ne aggiungono altri 23, una condanna in abbreviato e quattro patteggiamenti.
Questo l’esito dell’udienza preliminare sulla presunta associazione di stampo mafioso che avrebbe collegato parte della criminalità sarda con ambienti delle istituzioni e della politica.
Il processo per i rinviati a giudizio si aprirà il prossimo 28 novembre.
A pronunciarsi è stato il gup Luca Melis, al Tribunale di Cagliari. Il giudice per l’udienza preliminare ha condannato in abbreviato a 2 anni e 8 mesi Thomas Littarru, con il riconoscimento dell’aggravante mafiosa, a fronte dei 4 anni richiesti dall’accusa. Ha inoltre concesso quattro patteggiamenti, tutti con pena sospesa: un anno e 8 mesi per Marco Zanardi, un anno e mezzo per Andrea Daga, un anno e 8 mesi per Alessia Deidda e 2 anni per Alice Deidda. Prosciolti da tutte le accuse, invece, Massimo Temussi e Giorgio Carboni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Ros dei carabinieri, il gruppo sarebbe stato guidato da Nicolò Cossu (noto Cioccolato). Coinvolti nell’inchiesta anche Tonino Crissantu, il medico Tomaso Cocco, il rettore dell’Università di Sassari Gavino Mariotti, Antonio Giuseppe Mesina e Giovanni Mercurio.
Per Paolo Murgia è stato dichiarato il non luogo a procedere dall’accusa di mafia. Per Battista Mele, invece, il non luogo a procedere è stato dichiarato per decesso.
All’ex assessora Gabriella Murgia, in sostanza, si contesta di aver agevolato alcune pratiche in cambio di una sorta di protezione da parte di alcuni esponenti della criminalità.
Desiderio Mulas, invece, era stato arrestato per associazione a delinquere finalizzata al commercio della droga e che, secondo la ricostruzione della stessa Procura antimafia, gestiva l’attività di spaccio in città e nell’hinterland ed era stato tra gli ispiratori di un traffico tra la Sardegna e la Pensiola.
Mercoledì, 1 luglio 2026
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