Basilicata

Museo del rock, l’associazione Steven Tyler ammessa come parte civile contro il Comune di Cotronei

Sistema Cotronei, riconosciuta la posizione qualificata dell’associazione Steven Tyler come parte civile nel procedimento sul museo del rock


COTRONEI – Il “Borgo della musica rock” che avrebbe dovuto legare il nome di Steven Tyler a Cotronei fa il suo ingresso formale nell’aula dell’udienza preliminare del Tribunale di Crotone, al centro di una complessa vicenda giudiziaria. L’associazione culturale intitolata all’ex leader degli Aerosmith è stata ammessa come parte civile nel procedimento che vede 14 imputati tra amministratori, ex amministratori e funzionari del Comune silano. Sono accusati a vario titolo di presunte irregolarità nella delocalizzazione del museo dedicato alla rockstar.

La gup Assunta Palumbo, sciogliendo la riserva assunta all’udienza del 14 maggio scorso, ha parzialmente ridisegnato la mappa dei soggetti legittimati a chiedere i danni nel processo, respingendo le eccezioni di esclusione sollevate dai difensori dei principali imputati. Tra loro l’attuale sindaco Antonio Ammirati, oggi anche presidente della Provincia di Crotone, e il suo predecessore Nicola Belcastro. L’udienza preliminare prosegue. La decisione sull’eventuale rinvio a giudizio per l’intera compagine amministrativa e tecnica è attesa per il prossimo settembre.

Il via libera all’associazione Steven Tyler

I difensori degli imputati, e in particolare gli avvocati Scordamaglia e Valerio Murgano, avevano dato battaglia, eccependo il difetto di legittimazione e chiedendo l’esclusione del sodalizio culturale presieduto da Nino Grassi, cugino della rockstar. La tesi difensiva puntava sulla non perfetta omogeneità tra la “fede pubblica” (il bene giuridico tutelato dai reati di falso contestati ad alcuni imputati) e le finalità statutarie dell’associazione.

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Il gup ha però respinto l’eccezione. Pur prendendo atto della diversità astratta dei beni giuridici, la giudice ha evidenziato come l’associazione “Steven Tyler” abbia dimostrato una «posizione qualificata». Secondo il provvedimento, l’associazione non si era limitata a manifestare un generico interesse, ma aveva preso parte attiva alla fase ideativa, progettuale e promozionale del “Borgo della Musica”. Di conseguenza, i falsi contestati avrebbero inciso direttamente su un interesse «proprio, specifico e differenziato dell’ente», compromettendo il percorso amministrativo di un’opera che rappresentava la concreta attuazione delle finalità statutarie del sodalizio. Finalità che consistono nella promozione della cultura, dell’arte, dello spettacolo e nella valorizzazione del territorio.

Ammissione parziale per l’Antiusura

Il provvedimento della gup ha analizzato anche altre richieste di costituzione, accogliendo solo parzialmente le eccezioni delle difese. Il Forum delle Associazioni Antiusura è stato ammesso. Il giudice ne ha riconosciuto la legittimazione in relazione al reato di estorsione contestato all’imprenditore Massimiliano Loria, accusato di aver costretto un commerciante a rinunciare a un affidamento pubblico dietro minacce. Legittimazione anche per le ipotesi di concussione e induzione indebita contestate ai dirigenti comunali Antonio Urso e Antonio Scavelli, per i contesti di sopraffazione economica e assoggettamento di soggetti privati. Il Forum è invece escluso per il reato di violenza privata contestato a Mafalda Astorino e per le pressioni addebitate a Loria contro la Giunta e il Consiglio comunale, ritenute non direttamente collegate alle finalità di tutela dalle condotte estorsive o usurarie.

L’esclusione dei privati

La gup ha dichiarato inammissibile ed escluso la costituzione di parte civile dei cittadini Antonio Garofalo e Natalina Bitonti. Il primo atto cartaceo presentava un difetto di autenticazione della firma del difensore sulla procura speciale. Il secondo invio tramite portale telematico, pur sanando il vizio formale, è stato respinto poiché il contenuto sarebbe una mera riproposizione dei capi di imputazione.

Lo sfondo dell’indagine

L’inchiesta, condotta dai carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro, era scaturita proprio da un esposto dell’ex leader degli Aerosmith, orgoglioso delle sue origini cotronellare. Il Comune aveva intercettato un finanziamento da 1,3 milioni di euro tramite il Bando dei borghi per realizzare il museo nello storico palazzo Bevilacqua, casa natale dell’avo del cantante, Giovanni Tallarico. L’amministrazione rimodulò poi l’idea progettuale dirottando il museo in un seminterrato. La Procura di Crotone ipotizza reati pesanti: dal falso ideologico e materiale alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, fino alla corruzione elettorale (legata al presunto patrocinio di eventi natalizi in cambio di voti nelle elezioni del 2021) e alla tentata concussione. Con l’ammissione delle parti civili l’udienza preliminare entra ora nella fase calda della discussione.


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