Riforma Licei, dietrofront: Manzoni torna al secondo anno, brani per spiegare l’Unità d’Italia e l’origine della lingua italiana. Consigliata anche “Storia della colonna infame”

Dalla proposta di rinviare la lettura al quarto anno al ritorno nel secondo anno del biennio. È una delle modifiche più significative emerse tra la prima bozza delle nuove Indicazioni nazionali per i licei e la versione rivista dal Ministero che Orizzonte scuola ha avuto modo di visionare.
Il cambiamento riguarda Alessandro Manzoni e i Promessi sposi, uno dei punti che hanno suscitato il maggior numero di osservazioni durante la consultazione pubblica.
L’ultima versione conferma infatti la centralità del romanzo, ma ne ridefinisce anche la funzione didattica. Accanto al tradizionale valore letterario, I Promessi sposi vengono indicati come uno strumento per insegnare la storia della lingua italiana e il processo di unificazione linguistica del Paese.
La prima bozza: lettura rinviata al quarto anno
Nella bozza iniziale la Commissione proponeva una revisione significativa del percorso di italiano. Il documento ricordava che il romanzo era entrato nei programmi scolastici dell’Ottocento come “classico contemporaneo”, sostenendo però che oggi non ricoprirebbe più quella funzione. Per questo prevedeva che, al secondo anno del biennio, gli insegnanti potessero sostituire la lettura integrale dei Promessi sposi con altri romanzi ritenuti più accessibili dal punto di vista linguistico, rinviando l’opera di Manzoni al quarto anno, in concomitanza con lo studio della letteratura romantica.
La stessa bozza indicava che il romanzo avrebbe dovuto essere affrontato al quarto anno, integralmente o per ampi brani, privilegiando la discussione in classe rispetto alle tradizionali verifiche scritte.
Le osservazioni delle scuole
La proposta ha suscitato numerose reazioni durante la consultazione pubblica. Il Report elaborato dalla Commissione registra 48 osservazioni dedicate allo spostamento dei Promessi sposi e, più in generale, alla collocazione di Manzoni nel percorso liceale. Molte scuole hanno chiesto di mantenere il romanzo nel biennio, ritenendo che sia proprio in quella fase del percorso che gli studenti possano affrontarlo con maggiore continuità, senza la concentrazione di autori e programmi prevista nel quarto anno.
Secondo il Report, una delle motivazioni ricorrenti riguarda proprio il carico didattico del quarto anno, nel quale si concentrano Manzoni, Leopardi, Dante e gran parte della letteratura tra Barocco, Illuminismo e Romanticismo, con il rischio di ridurre il romanzo a una lettura frettolosa e poco approfondita.
Il cambio di rotta
La versione successiva recepisce questo orientamento e abbandona l’ipotesi del rinvio al quarto anno.
Nel nuovo testo compare infatti una nuova formulazione secondo cui è “opportuno” che I Promessi sposi vengano letti al secondo anno, richiamandone l’importanza nella storia linguistica, culturale e civile dell’Italia. Scompare invece il passaggio che consentiva di sostituire il romanzo con altre letture nel biennio.
Non solo. Il documento attribuisce al romanzo una funzione didattica più ampia rispetto alla tradizione.
Non solo letteratura: Manzoni diventa anche una lezione di lingua
Nella sezione dedicata all’insegnamento della lingua, le nuove Indicazioni suggeriscono infatti che la lettura di brani dei Promessi sposi possa essere utilizzata per affrontare temi quali la “questione della lingua”, l’italofonia dopo l’Unità d’Italia, la formazione della lingua media nazionale, il rapporto tra italiano standard, varietà regionali e dialetti e il contributo di Manzoni all’unificazione culturale del Paese.
La scelta riflette un’impostazione più generale delle nuove Indicazioni, che rafforzano la dimensione linguistica dell’insegnamento dell’italiano, dedicando ampio spazio alla storia della lingua, all’evoluzione del lessico, ai registri linguistici e anche al confronto tra testi scritti dagli studenti e testi generati dall’intelligenza artificiale.
Nel dettaglio, nella sezione Lingua del primo biennio si legge che la lettura di brani dei Promessi sposi “potrà essere l’occasione” per affrontare:
- l’unificazione culturale e politica italiana;
- l’italofonia nel 1861;
- la formazione della lingua media unitaria;
- il rapporto tra italiano standard, varietà regionali e dialetti.
Anche la Colonna infame tra i testi consigliati
Accanto al romanzo compare anche un’altra opera di Manzoni. Tra gli esempi di testi saggistici proposti per sviluppare le competenze argomentative viene infatti citata la Storia della colonna infame, inserita in un elenco di opere utilizzabili per collegare letteratura, storia ed educazione civica insieme a testi di Leopardi, Gramsci, Carlo Levi, Natalia Ginzburg, Leonardo Sciascia e Primo Levi.
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