Società

Ondate di calore in Europa, l’allarme dell’OMS: “Le scuole europee non sono state costruite per queste temperature”. Le linee guida per proteggere gli alunni

Le scuole chiudono, le reti elettriche cedono e il bilancio delle vittime continua a salire.

I numeri condivisi su X dal direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, restituiscono l’immagine di un’Europa impreparata a gestire l’attuale situazione climatica, con 150 milioni di persone esposte a ondate di caldo estremo.

Con oltre 1300 decessi in eccesso registrati a partire dal 21 giugno, lo stress termico sta letteralmente mettendo in ginocchio un continente che si riscalda a una velocità doppia rispetto alla media globale.

Il vertice dell’Organizzazione Mondiale della Sanità individua una chiara criticità strutturale:“Le case, i luoghi di lavoro e le scuole europee non sono state costruite per queste temperature”. Di fronte a un fenomeno che si verifica ormai con cadenza quasi annuale, l’invito rivolto ai Paesi membri è quello di implementare al più presto piani d’azione sanitari mirati.

L’ambiente scolastico e le direttive per le autorità

I bambini patiscono maggiormente il caldo per ragioni puramente fisiologiche e dipendono in tutto dagli adulti per rinfrescarsi e idratarsi. Il documento dell’Organizzazione fornisce istruzioni operative per gestire l’emergenza, partendo proprio da chi governa il sistema scolastico.

Le autorità educative dovrebbero innanzitutto elaborare linee guida per garantire calendari scolastici flessibili, consentendo il rinvio degli esami e allentando le rigide regole sui codici di abbigliamento; risulta inoltre fondamentale garantire che l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici sia sempre libero durante le lezioni, senza relegarlo in modo esclusivo al solo momento della ricreazione.

L’organizzazione pratica per i dirigenti scolastici

I presidi sono chiamati a preparare i plessi prima dell’arrivo dell’estate. Il primo passo operativo consiste nell’individuare delle stanze fresche all’interno dell’istituto, dotandole di ventilatori o climatizzatori portatili per affrontare i momenti più critici della giornata.

La prevenzione passa anche da piccoli ma fondamentali dettagli logistici. Il report consiglia di posizionare i punti di erogazione dell’acqua all’esterno dei bagni, per invogliare maggiormente gli alunni a dissetarsi. I servizi igienici, a loro volta, devono essere mantenuti puliti e funzionanti, affinché i bambini non smettano di bere pur di evitare di utilizzarli.

Anche la gestione dei pasti va rivista insieme agli addetti alla mensa, inserendo nei menù cibi leggeri e idratanti come frutta, insalate e zuppe. La scuola dovrebbe concordare con le famiglie il contenuto dello zaino ideale (borraccia, cappello e crema solare), tenendo comunque pronta in istituto una scorta di emergenza per gli alunni che ne arrivano sprovvisti.

Insegnanti in prima linea: idratazione e aule fresche

All’interno dell’aula, i docenti diventano i primi tutori della salute dei ragazzi. Per abbassare le temperature, occorre chiudere le tapparelle bloccando la luce solare diretta e spegnere le luci e i dispositivi elettronici che generano inutile calore ambientale. Le finestre vanno spalancate solo se l’aria all’esterno è effettivamente più fresca di quella interna.

L’idratazione deve trasformarsi in una routine condivisa: i bambini vanno incoraggiati a bere a piccoli sorsi continui. Per rendere il processo più sicuro, gli esperti suggeriscono di istituire un vero e proprio “sistema di buddy”, in cui i compagni si ricordano a vicenda di bere e avvisano sùbito l’insegnante in caso di malessere. Nelle ore di punta, naturalmente, l’attività fisica va sospesa o riprogrammata, offrendo alla classe delle alternative tranquille negli spazi interni.

Ansia, emergenze e il ritorno alla normalità

L’esposizione prolungata alle alte temperature disturba il sonno e abbassa vertiginosamente le capacità di apprendimento. I bambini che riposano male a casa possono arrivare in classe stanchi e ansiosi. I docenti devono accoglierli e rassicurarli, spiegando in modo semplice le misure di sicurezza adottate in classe per proteggerli.

Se un alunno manifesta vertigini, confusione, battito accelerato o nausea, il personale deve trasferirlo subito nella zona più fresca della scuola o in una stanza climatizzata. Nelle situazioni estreme e prolungate, in cui non è possibile garantire il benessere degli studenti, i dirigenti possono valutare, in consultazione con le autorità, l’avvio della didattica a distanza o vere e proprie chiusure temporanee dell’istituto.

Grande attenzione va prestata alla delicata fase di recupero. Quando l’ondata torrida finisce, le attività fisiche all’aperto vanno riprese in modo graduale. Risulta inoltre essenziale calibrare il carico di compiti e valutazioni per gli alunni e il personale che hanno sofferto di disturbi legati al caldo, seguendo attentamente le direttive mediche e scolastiche per un sereno ritorno alla normalità.


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