Basilicata

Fondi Ue, Tridico e Bruno: «Spesa ferma all’11%, basta propaganda»

Fondi Ue, Tridico e Bruno: «Spesa ferma all’11%, basta propaganda. Rischiamo di perdere centinaia di milioni». Nel mirino anche aree interne, idrico e social housing: «Meno reel e più risultati».


La gestione dei fondi europei al centro dello scontro politico in Calabria. A denunciare sono il consigliere regionale Enzo Bruno e l’europarlamentare Pasquale Tridico, che, all’indomani dell’ultima riunione del Comitato di Sorveglianza del Programma regionale Fesr Fse+ 2021-2027, accusano la giunta guidata da Roberto Occhiuto di essere in forte ritardo nell’utilizzo delle risorse comunitarie e di puntare più sulla comunicazione che sui risultati. «Siamo amareggiati nel dover intervenire ancora una volta per segnalare le problematiche della Calabria», esordiscono Bruno e Tridico.

«A distanza di interi cicli di programmazione, e considerato che l’ultimo è stato programmato e gestito dallo stesso centrodestra, oggi torniamo a farlo per denunciare che i fondi europei si stanno usando male». L’affondo è diretto. «Dai reel di Occhiuto alla cruda realtà dei numeri», scrivono, sostenendo che «il Comitato di Sorveglianza certifica una drammatica verità, e cioè che la Calabria è in grave ritardo sulla spesa dei fondi europei».

L’ALLARME DI TRIDICO E BRUNO: I NUMERI DELLA SPESA E IL RISCHIO DI PERDERE LE RISORSE COMUNITARIE

Secondo Bruno e Tridico, la narrazione fornita dalla Regione sarebbe fuorviante. «Parliamo di un programma da quasi tre miliardi di euro. E qui c’è già il primo trucco di una narrazione gonfiata: i 492 milioni sbandierati come spesa comprendono in realtà 253 milioni di semplici prefinanziamenti europei, cioè anticipi che Bruxelles versa a prescindere dai progetti realizzati». La spesa effettivamente certificata, proseguono, «è ferma a 327 milioni, appena l’11% della dotazione, ben sotto la media nazionale», mentre «i pagamenti effettivi ai beneficiari si fermano al 12%». Da qui l’allarme sul rischio di perdere risorse comunitarie. «Entro il 31 dicembre 2026 vanno certificati altri 273 milioni: se non si corre, scatta il disimpegno automatico e la Calabria perde quei fondi». Nel mirino finisce anche l’organizzazione della macchina amministrativa regionale.

«La Regione è ferma: passate le elezioni, si continua con gli annunci e senza risultati». Per Bruno e Tridico «la spesa europea è in forte sofferenza, i dipartimenti regionali sono allo sbando, completamente bloccati da riorganizzazioni che stanno producendo soltanto confusione». Una situazione che, aggiungono, «conferma quanto da noi denunciato in campagna elettorale in termini di scarsa performance sui fondi comunitari».

LE PROPOSTE DELL’OPPOSIZIONE E IL CONFRONTO SULLA REVISIONE DEL PROGRAMMA

L’opposizione chiede inoltre un cambio di strategia nella programmazione. «Si supportino realmente i Comuni nella progettazione europea, invece di lasciarli soli», affermano, criticando la scelta di distribuire le risorse «in mille rivoli, spesso in interventi da poco più di 100 mila euro». Una modalità che viene definita «una mancetta vergognosa, quasi un’elemosina per gli enti», incapace di produrre effetti strutturali sul territorio. «Così non si cambia il volto della Calabria, si alimenta soltanto il consenso». Bruno e Tridico sottolineano come le loro proposte coincidano con le osservazioni formulate dalla Cisl Calabria. Le priorità individuate sono quattro: concentrare le risorse su «pochi obiettivi e grandi investimenti», rilanciare le aree industriali, rifinanziare la viabilità delle aree interne per contrastare lo spopolamento, incrementare il programma “Impresa Sicura” dedicato alla sicurezza sul lavoro e introdurre premialità per favorire la partecipazione dei giovani ai bandi europei.

Le critiche riguardano anche la revisione di medio termine del programma. «Al netto delle somme che il centrodestra ha scelto di dirottare sul riarmo, e che continuiamo a giudicare uno schiaffo a una terra con le strade che franano e i rubinetti a secco, la scelta di puntare sull’idrico sarebbe giusta».

TRIDICO E BRUNO SUI HOUSING

Tuttavia, osservano, «sui 147 milioni della resilienza idrica non risulta impegnato né speso un solo euro: l’ennesimo annuncio senza fatti». Perplessità vengono espresse anche sul social housing, «fermo a quota zero» e che, secondo i due esponenti dell’opposizione, «rischia di finire a chi ha già i mezzi anziché servire davvero a rivitalizzare i borghi e i paesi che si stanno svuotando». Infine, il giudizio politico su Occhiuto. «Dopo la caduta di stile di Occhiuto verso l’opposizione e dopo i rilievi della Corte dei conti sull’uscita dal commissariamento della sanità, arriva un’altra lezione, stavolta sui fondi europei».


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