Lazio

il ticket sale a 7 euro. Gratis per i residenti

Cambiano le tariffe per l’accesso a uno dei monumenti più visitati e iconici del mondo. A partire da mercoledì 1° luglio 2026, il biglietto d’ingresso per il Pantheon (Basilica di Santa Maria ad Martyres) subirà un incremento, passando dagli attuali 5 euro a 7 euro.

L’adeguamento tariffario è l’effetto diretto della nuova convenzione bilaterale sottoscritta lo scorso 10 aprile tra il Ministero della Cultura (MiC) e la Diocesi di Roma.

Nessun rincaro, invece, si abbatterà sulle tasche dei romani: la gratuità d’accesso per i residenti nella Capitale rimane blindata e invariata.

La mappa delle tariffe: chi paga e chi entra gratis

Il nuovo assetto regolamentare rimodula il costo del ticket ordinario, ma conserva intatto l’ampio ventaglio di tutele, riduzioni d’età e agevolazioni sociali introdotte tre anni fa, quando il sito perse lo status storico di monumento a ingresso libero.

Dall’esordio del ticket nel 2023 ai nuovi incassi

L’introduzione del biglietto d’ingresso al Pantheon rappresenta una metamorfosi recente per il sistema museale romano, segnata da tappe precise ed evoluzioni di bilancio.

La fine dell’era dell’accesso libero

Il Ministero della Cultura introduce per la prima volta un biglietto d’ingresso fisso a 5 euro, previo accordo con il Capitolo della Basilica, inserendo ufficialmente il Pantheon nel circuito dei musei statali a pagamento.

Il boom dell’editoria e il Decreto Cultura

I primi mesi dell’anno registrano una crescita della filiera editoriale italiana grazie ai fondi del Decreto Cultura: si stimano oltre 569mila copie di libri vendute in più e un valore di produzione aumentato di 11 milioni di euro.

Scatta il Piano Olivetti con i 7 euro

L’extra-gettito generato dall’aumento a 7 euro del biglietto viene interamente vincolato al “Piano Olivetti per la Cultura” per finanziare e salvare le biblioteche di prossimità dislocate nei territori più fragili e montani d’Italia.

La destinazione dei fondi

Secondo le note illustrative diffuse dal Ministero della Cultura, le nuove risorse monetarie derivanti dal monumento romano non rimarranno centralizzate, ma saranno redistribuite per favorire la rigenerazione sociale delle periferie culturali italiane.

I fondi serviranno ad ampliare gli orari delle biblioteche comunali interne, finanziare presìdi di lettura diffusi, sostenere la produzione artistica giovanile e garantire il diritto allo studio nelle aree geografiche colpite da spopolamento.

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