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Stardust – Nirvana – Quando Kurt Cobain e Mark Lanegan si unirono per The Jury: il disco mancato più celebre del grunge :: Gli Speciali di OndaRock

Prima dell’esplosione del grunge, che avrebbe trasformato Nirvana e Screaming Trees in due dei nomi simbolo della scena di Seattle, Kurt Cobain e Mark Lanegan provarono a realizzare un album insieme. Era il 1989 e quel progetto, destinato a rimanere incompiuto, si chiamava “The Jury”. Resterà uno dei più grandi “dischi mancati” della storia del rock.

L’idea nacque subito dopo il primo tour americano dei Nirvana. Cobain e Lanegan, legati da una profonda stima reciproca, iniziarono a scrivere canzoni originali con l’intenzione di incidere un album per la SubPop. “Mark e Kurt si misero insieme. Credo che si ubriacarono o si fecero parecchio, scrissero un mucchio di canzoni, si entusiasmarono e andarono da Jonathan Poneman dicendogli: “Ehi, vogliamo fare un album insieme!”” ricorderà il produttore Jack Endino.
Le registrazioni vennero fissate ai Reciprocal Recording di Seattle con Endino dietro al banco. La formazione comprendeva Krist Novoselic al basso e Mark Pickerel degli Screaming Trees alla batteria. Il nome scelto fu “The Jury”, su proposta di Pickerel, mentre Cobain avrebbe preferito “Lithium”. Endino, divertito, annotò comunque “Screaming Nirvana” sui documenti della sessione.
Quando però il gruppo entrò in studio, il progetto era già cambiato radicalmente. Le canzoni originali erano svanite. “Quando arrivarono mi dissero: “Abbiamo provato a scrivere delle canzoni, ma non le abbiamo registrate e ce le siamo dimenticate tutte. Quindi faremo alcune canzoni di Lead Belly”. La scelta cadde sul grande bluesman americano, amatissimo da entrambi. “Era uno di quelli che piacevano sia a me sia a Kurt, e che ascoltavamo insieme”, ricorderà Lanegan.

Nel corso di due sole sessioni vennero registrati quattro brani: “Where Did You Sleep Last Night?”, con Lanegan alla voce, “Grey Goose”, rimasta strumentale, e “Ain’t It A Shame” e “They Hung Him On A Cross”, entrambe interpretate da Cobain. Sarebbero state le uniche testimonianze di quella collaborazione.
L’entusiasmo, però, si spense quasi subito. “Alla fine cominciammo a perdere interesse molto in fretta, rendendoci conto che non era all’altezza degli originali che ci piaceva ascoltare. Dicemmo alla Sub Pop che probabilmente il progetto non sarebbe andato avanti, ed è a quel punto che mi suggerirono di fare un disco solista”, racconterà Lanegan.
Secondo il batterista Mark Pickerel, il problema era soprattutto caratteriale. “Sembravano due ragazzini delle medie a una festa, due fiori da parete. Era davvero frustrante. Nessuno dei due prendeva mai l’iniziativa dicendo: “Questa la canto io” oppure “Tu saresti perfetto per la prima strofa, io entro nel ritornello e poi faccio la seconda”.

Dopo una seconda sessione, nell’agosto del 1989, “The Jury” venne definitivamente accantonato. “Non prendemmo mai una decisione vera e propria di abbandonarlo, ma tutti diventammo molto impegnati. Avevo grandi speranze, volevo che diventasse una band vera. Ma evidentemente non era destino”, dirà Pickerel.
Paradossalmente, il fallimento del progetto segnò l’inizio della carriera solista di Lanegan. Fu proprio la Sub Pop, dopo aver capito che “The Jury” non sarebbe andato avanti, a proporgli di incidere “The Winding Sheet”, il suo debutto da solista pubblicato nel 1990. Di quelle sessioni, infatti, soltanto “Where Did You Sleep Last Night?” trovò posto sull’album, mentre gli altri tre brani rimasero inediti fino al cofanetto dei Nirvana “With The Lights Out”, uscito nel 2004.

L’amicizia tra Cobain e Lanegan, però, non si interruppe. I due continuarono a frequentarsi negli anni della definitiva esplosione del grunge, condividendo una stima profonda. Lanegan aveva intuito fin dal primo concerto dei Nirvana di avere davanti qualcosa di irripetibile. “I Nirvana erano pronti fin dalla prima volta che li ho visti: canzoni meravigliose, cantante meraviglioso, look meraviglioso, tutto era meraviglioso. Non riuscivo a cancellare l’idea che avevo appena assistito a qualcosa di grandioso”. Di Cobain dirà invece: “Kurt mi considerava una sorta di fratello maggiore. Sapevo che aveva qualcosa di speciale. Dopo un po’, anche il resto del mondo l’ha capito”.
Nel gennaio del 1991 gli Screaming Trees firmarono con una major e pubblicarono “Uncle Anesthesia”, quinto album della loro carriera, prodotto da Chris Cornell (Soundgarden). Il disco regalò alla band il primo ingresso nella classifica statunitense grazie al singolo “Bed Of Roses”, che raggiunse il 23° posto della Modern Rock Tracks.
Pochi mesi dopo esplose definitivamente il fenomeno Seattle. Il 27 agosto arrivarono i Pearl Jam con “Ten“, mentre il 24 settembre fu proprio “Nevermind” dei Nirvana a cambiare per sempre il volto del rock degli anni Novanta. L’onda lunga del successo travolse anche gli Screaming Trees, che nel 1992 pubblicarono “Sweet Oblivion”, il loro album più celebre. Il singolo “Nearly Lost You”, inserito nella colonna sonora del film “Singles” di Cameron Crowe, divenne il loro brano simbolo, mentre Cobain scelse la band di Lanegan come gruppo di apertura per alcune delle date più importanti dei Nirvana, tra cui i festival di Reading e Roskilde.

Dietro il successo, però, rimase sempre il legame profondo tra Cobain e Lanegan. Ripensando all’amico nella sua autobiografia “Sing Backwards And Weep”, Lanegan scriverà: “Avrei potuto essere una guida migliore per questo ragazzo che adoravo”. Secondo un racconto mai confermato definitivamente, il 5 aprile 1994, il giorno della sua morte, Cobain avrebbe cercato di telefonargli, ma Lanegan non rispose. Quel rimorso lo accompagnerà per tutta la vita. “Proverò sempre rimorso. Ero un egoista che non rispondeva agli amici, un tossico ostinato che avrebbe preferito diventare un senzatetto piuttosto che accettare l’aiuto di qualcuno”.
Anni dopo, quando gli Screaming Trees si sciolsero e Lanegan precipitò nella dipendenza, arrivando davvero a vivere per strada a Seattle, fu Courtney Love, la vedova di Kurt Cobain, ad aiutarlo a entrare in riabilitazione. Insieme al sostegno gli consegnò anche un biglietto che non dimenticherà più: “Kurt ti voleva bene e avrebbe voluto vederti vivo”.

Anni dopo, Dave Grohl rivelerà che proprio “The Winding Sheet” influenzò profondamente l’”Mtv Unplugged” dei Nirvana, chiuso con “Where Did You Sleep Last Night?” in omaggio all’amico Lanegan. “Kurt ammirava moltissimo Lanegan. “The Winding Sheet” ebbe un’enorme influenza sul nostro Unplugged”.
Il 22 febbraio 2022 Mark Lanegan è stato trovato privo di vita nella sua casa a Killarney, in Irlanda; le cause del decesso sono legate al Covid, che aveva superato (aveva raccontato l’esperienza in un libro, “Devil in a Coma”) ma che gli aveva indebolito il fisico.
Resta così il rimpianto per quello che avrebbe potuto essere l’incontro a due tra Kurt Cobain e Mark Lanegan: un album scritto e cantato da due delle voci più intense e tormentate del rock americano degli anni Novanta.
Di quel disco perduto sopravvivono soltanto quattro registrazioni, sufficienti però a lasciare intuire il potenziale straordinario di una collaborazione che non ebbe mai il tempo di compiersi. Ain’t it a shame?


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