Fires In The Distance – Circadian Promise: Death-metal per cuori tardo-romantici :: Le Recensioni di OndaRock
Compiuti dieci anni di carriera da pochissimo, i Fires In The Distance hanno appena pubblicato “Circadian Promises”, il loro miglior album, che completa la codificazione di un suono e un immaginario tra i più impattanti dell’odierna scena metal. La band del Connecticut fa certamente parte della folta mischia death doom, ma grazie a una cura del suono maniacale e alle marcate influenze gothic, al contempo se ne smarca, finendo con l’esercitare forte fascino anche su altri tipi di ascoltatori.
Sin dall’apertura affidata a “Of Radiance And Levitatiobn”, il gioco perenne tra un disperato registro growl e un altro invece limpido ed epico (ad opera di Craig Breitsprecher) ricorda ancora una volta il dinamismo narrativo dei colossi gothic-metal My Dying Bride, così come la copertina è nuovamente tetra e sempre ispirata alle cupe pennellate del tardo romanticismo inglese, nonché a John Singer Sargent.
È però il sound, ovviamente, la principale forza del brutale quintetto. Anzitutto vi è da citare la costante presenza del pianoforte, nascosto dietro il terremoto doom delle chitarre e le rullate tonitruanti del doppio pedale di Jordan Rippe, ma sempre abbastanza in risalto da conferire un peculiarissimo sentore neoclassico a ciascuno dei brani. E poi archi ed elettronica, mai abusati, dosati invece con cura e lasciati dominare il palcoscenico negli struggenti intermezzi atmosferici di “Lightless Day Of A Songless Bird” e “Once The Silence Takes Your Place”. Con i suoi riff efferati e un onnipresente pianoforte cinematografico, quest’ultima è probabilmente “la scena” più emozionante dell’intera opera.
Con il suo inarrestabile tripudio di chitarre turbinanti, la conclusiva “Agonal Dreaming” è invece il vertice epico di un disco che sembra pervaso da uno spirito eroico e da un afflato narrativo d’altri tempi. Con una prova come questa, con questa capacità di costruire atmosfere personali e impressionanti, definire i Fires In The Distance come degli epigoni dei nordici Insomnium e Dark Tranquillity sarebbe ormai un gran torto. Va invece dato loro atto che, pur derivando da diversi elementi preesistenti, il loro è un metallo oscuro, personale e poderoso.
28/06/2026
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