Perugia ci prova col Piano della notte, sindaca: «Nuovo metodo». Gestori locali: «Servono soldi e premialità»

«La notte è un bene comune e vogliamo governarne la complessità senza contrapposizioni, trovando un punto di equilibrio attraverso il “Piano della notte”, che non è un punto d’arrivo, ma l’inizio di un nuovo metodo di lavoro con la città». Così la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi all’Arena Borgo Bello dove, affiancata dalla giunta quasi al completo, ha incontrato operatori economici e residenti, associazioni e rappresentanti del mondo culturale, per illustrare il progetto strategico da cui parte la «costruzione di una politica pubblica stabile dedicata alla vita notturna della città». A partecipare all’appuntamento anche una delegazione del Comitato locali d’intrattenimento, nato a seguito dell’impatto che ha avuto la raffica di controlli disposti anche in Italia dopo la strage di Crans montana: loro chiedono «risorse finanziarie per sostenere investimenti e l’introduzione di premialità».
Sindaca e assessori hanno aperto l’incontro chiarendo che «la notte non rappresenta un problema da gestire esclusivamente sotto il profilo dell’ordine pubblico, ma una dimensione strutturale della città capace di generare lavoro e cultura, socialità, attrattività e qualità urbana». In questo quadro, l’ambizione di palazzo dei Priori è definire «una governance stabile, multidisciplinare e partecipata, superando una logica esclusivamente emergenziale».
Per tentare di fare un passo in avanti, dunque, arriva il Piano della notte incardinato su «quattro assi strategici», ossia «partecipazione, cura, accompagnamento e incontro», che si intende trasformare «in azioni concrete» su «servizi, mobilità e pulizia urbana», ancora «sostegno agli operatori economici, prevenzione e sicurezza» e, infine, «cultura e valorizzazione dello spazio pubblico», oltreché «partecipazione».
Le novità passano per «l’istituzione della cabina di regia della notte, della futura consulta della notte e dell’osservatorio permanente», ma si lavora anche per «rafforzare il dialogo con residenti e operatori economici, estendere i patti di collaborazione per la cura degli spazi pubblici e potenziare i servizi di pulizia e manutenzione».
Resta in campo anche «la sperimentazione dei bicchieri riutilizzabili con sistema di vuoto a rendere, l’ampliamento dei servizi igienici pubblici e la realizzazione di una mappa dedicata dei servizi del centro storico» di Perugia. Per accompagnare gli operatori economici della notte, la giunta Ferdinandi ha ricordato «la guida semplificata per i pubblici esercizi, il canale dedicato per il supporto alle attività di pubblico spettacolo, l’aggiornamento di “Perugia in App”, nuovi strumenti informativi e un percorso di revisione della regolamentazione comunale».
In materia di prevenzione e inclusione si lavora al «rafforzamento delle campagne di sensibilizzazione, percorsi formativi per gli operatori della safety e security, il protocollo “Spazi sicuri” contro discriminazioni e violenze, la riapertura del Centro a Bassa Soglia e il consolidamento delle Unità di Strada». Già in campo anche «i bus notturni Gimo, l’estensione dell’orario del Minimetrò nei fine settimana, la valorizzazione di nuovi spazi sia culturali che di aggregazione e una programmazione diffusa di eventi nei diversi quartieri della città»,
«Per troppo tempo la notte è stata rimossa dalle politiche pubbliche oppure raccontata esclusivamente come un problema di sicurezza» è stato il messaggio della sindaca di Perugia, secondo cui «la notte è un bene comune a cui va restituita una dimensione politica e amministrativa stabile» attraverso «strumenti permanenti di dialogo e corresponsabilità». In questo quadro, Ferdinandi ha ribadito che «gli operatori della notte, le associazioni, gli eventi culturali e gli studenti rappresentano un presidio fondamentale dello spazio pubblico e la nostra responsabilità – sono le sue parole – è creare le condizioni affinché questa vitalità possa convivere con la qualità della vita dei residenti». E per farlo secondo la sindaca è necessaria «la pianificazione, non interventi episodici» al fine di «custodire la vivacità culturale e sociale di Perugia».
Ad ascoltare Ferdinandi e gli altri assessori anche il comitato locali di intrattenimento, con una delegazione che comunque già mercoledì aveva incontrato l’assessore Fabrizio Croce. All’esito del confronto c’è «apprezzamento sul percorso di confronto avviato sulla vita notturna», che ovviamente i gestori reputano «fondamentale» specie per «promuovere momenti di ascolto e partecipazione con gli operatori del settore».
Ma fin da ora dai gestori dei locali arriva di fatto una richiesta di correttivo, che dovrà essere vagliata dalla giunta. In particolare, con una nota stampa il Comitato sottolinea come il Piano della notte di Perugia non preveda «specifiche risorse finanziarie destinate a sostenere il circuito dei locali che svolgono attività di somministrazione e intrattenimento e rappresentano un presidio economico, occupazionale e sociale». Le risorse che si chiede di mettere a disposizione attraverso un bando servirebbero per «favorire investimenti in innovazione, sicurezza, riqualificazione degli spazi e miglioramento dell’offerta di intrattenimento» in un fase in cui i bilanci delle attività hanno incassato il colpo scaturito dalla strage di Crans montana non solo per i le chiusure, ma anche per il drastico ridimensionamento dell’offerta.
Sui controlli, quindi, il Comitato ha proposto «l’introduzione di forme premiali per gli esercizi virtuosi, prevedendo la possibilità di ottenere un’estensione degli orari di attività per coloro che rispettano pienamente le regole e contribuiscono a garantire una gestione ordinata e responsabile della vita notturna». Per ora, dunque, il comitato «conferma la propria disponibilità a proseguire il dialogo con l’amministrazione comunale, nella convinzione che sia necessario costruire un Piano della Notte realmente condiviso, capace di coniugare vivibilità urbana, sicurezza, diritto al riposo e sostegno alle imprese che ogni giorno contribuiscono all’attrattività delle nostre città».
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