Incidente sul lavoro alla Brt di Settimo Torinese, muore un addetto schiacciato da una motrice

Antonio Gala, 64 anni, residente a Vauda Canavese,è morto nel pomeriggio a Settimo Torinese, all’interno dello stabilimento BRT di via Niccolò Paganini 7, in seguito a un grave incidente sul lavoro.
Secondo le prime ricostruzioni, l’addetto era dipendente di Utm, società che lavora in appalto per Brt, e sarebbe rimasto schiacciato da una motrice. L’ipotesi al vaglio è che fosse lui alla guida e che il veicolo non fosse stato correttamente messo in sicurezza, con il freno a mano non inserito, e che si sia quindi mosso improvvisamente.
L’uomo sarebbe rimasto incastrato tra il camion e un altro camion in manovra, senza possibilità di mettersi in salvo.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Tenenza di Settimo Torinese, lo Spresal dell’Asl To4 e i vigili del fuoco, oltre al 118 di Azienda Zero, che non ha potuto far altro che constatare il decesso.
Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità.
«Nell’esprimere profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia della vittima – dichiara la segretaria generale della Uil Piemonte, Chiara Maffè – riteniamo inaccettabile l’inarrestabile sequenza di morti sul lavoro che, in Piemonte, nei primi quattro mesi dell’anno, sono stati 23, di cui 10 in provincia di Torino. Non possiamo più rimandare una profonda riflessione sulla necessità di affermare una cultura della sicurezza, contrapponendola alla logica imperante del profitto».
«La sicurezza sul lavoro non deve essere considerata un costo ma rappresentare un investimento continuo in tecnologie, manutenzione, organizzazione del lavoro, formazione e prevenzione – dichiarano Sarah Pantò, segretaria della Cgil Torino e Giuseppe Santomauro, segretario generale della Filt Piemonte – Per questo i datori di lavoro devono concepire gli investimenti in innovazione e sicurezza come un processo necessario a salvare vite umane. Ogni ritardo nell’adozione delle migliori tecnologie disponibili rischia di trasformarsi in un’altra tragedia che avrebbe potuto essere evitata».
Cgil e Filt puntano il dito contro Brt e chiedono «come sia possibile che un’azienda di quelle dimensioni non abbia adottato su tutti i propri veicoli sistemi di sicurezza ormai disponibili e diffusi, come il freno di stazionamento automatico, una tecnologia che può contribuire a prevenire incidenti di questo tipo». Poi proseguono: «Le morti sul lavoro non sono tragiche fatalità: sono conseguenza di un sistema che antepone la produttività alla sicurezza». Brt, dal canto suo, si limita a una breve nota in cui si dice «vicina alla famiglia in questo drammatico momento. La società ha avviato immediatamente le verifiche interne su quanto accaduto e sta collaborando fattivamente con l’autorità giudiziaria per fare piena luce sulla dinamica dell’incidente».
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