Società

Nuove librerie under 35, il bando funziona: l’appello degli editori “Ora servono regole stabili”

Quattro milioni di euro per sostenere l’apertura di nuove librerie gestite da under 35. Il ministero della Cultura ha varato il bando “Librerie under 35” e l’Associazione Librai Italiani non nasconde soddisfazione.

Il provvedimento, presentato nei giorni scorsi, arriva dopo anni di richieste da parte della categoria, che da tempo sollecita interventi mirati per favorire il ricambio generazionale nel settore.

Ma l’entusiasmo è temperato da una richiesta precisa: che questa misura non resti un episodio isolato. “L’intervento deve diventare strutturale”, è il messaggio che arriva dall’associazione. Perché aprire una libreria oggi significa affrontare un percorso complesso, fatto di passione ma anche di ostacoli concreti: affitti, costi di gestione, concorrenza della grande distribuzione e delle piattaforme online. E i giovani che decidono di intraprendere questa strada meritano di poter contare su uno strumento stabile, non su un’occasione che potrebbe non ripetersi.

L’Ali, del resto, conosce bene il valore e le difficoltà di chi sceglie di trasformare un progetto culturale in un’impresa. Da vent’anni, attraverso la propria Scuola di formazione, l’associazione accompagna aspiranti librai, offrendo competenze e supporto a chi vuole mettersi in gioco. Un patrimonio di esperienza che ora l’associazione mette a disposizione del ministero, con l’obiettivo di contribuire alla migliore applicazione della misura e di raccogliere le esigenze che emergeranno dal settore.

Il bando rappresenta un segnale importante, soprattutto in un momento in cui il mondo dell’editoria indipendente cerca di ritagliarsi uno spazio sempre più difficile. Sostenere l’imprenditoria giovanile nel comparto del libro significa non solo favorire l’apertura di nuovi punti vendita, ma anche preservare la diversità culturale sul territorio. Una libreria di quartiere non è solo un negozio: è un luogo di incontro, di scoperta, di socialità. Ed è spesso l’unico presidio culturale in molte realtà periferiche.

Il rischio, però, è che interventi come questo finiscano per essere percepiti come straordinari, quasi eccezionali. E invece, per invertire la tendenza, servono politiche di lungo periodo. “Siamo pronti a collaborare” fanno sapere dall’associazione, auspicando un dialogo costante con le istituzioni. Ma la vera sfida sarà trasformare questo primo passo in un percorso continuativo, che dia fiducia a chi oggi sogna di aprire una libreria e a chi, domani, potrebbe decidere di seguirne l’esempio.


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