Cultura

Death By Love – 444

Il duo electro-goth DEAT? B¥ LØVE esordisce con “444″, un album ipnotico e travolgente dove darkwave, industrial, trip-hop, gothic rock e sonorità mediorientali si fondono in un unico pugno nello stomaco. Attraverso undici brani emotivamente intensi, il produttore e polistrumentista di Pittsburgh Peter Guellard e la cantante polacca Inga Habiba costruiscono un viaggio mistico e cinematografico. Abbiamo il cupo trip-hop di “Cosmic Power”, l’intensità di “Strong Inside”, la bellezza spettrale di “Sellenno” e il misticismo di “Temros (Symphonic Mix)”.

Credit: Bandcamp

Uno degli aspetti più interessanti di “444″ è il modo in cui il disco utilizza la ripetizione. Molti pezzi sembrano girare attorno a nuclei emotivi ossessivi, come se ogni traccia fosse una variazione dello stesso trauma.

È un album sensuale e seducente. L’arma ai miei occhi vincente è l’altissima qualità del suono che rende personale, unico e superiore alla media un disco che s’ispira a sonorità non certo di nicchia ma anzi abusate in certi contesti revival e ripetitivi. La musica è grezza al punto giusto e le due personalità sono senza dubbio magnetiche.

“444″ sembra emergere da un paesaggio interiore fatto di rovine industriali, spiritualità ferita e malinconia elettronica. Fin dalle prime tracce, il duo costruisce un universo di suggestioni gotiche senza mai cadere nella banalità e nella semplice nostalgia. Al contrario, si tratta di un disco profondamente contemporaneo nella sua ossessione per la dissociazione, l’alienazione emotiva e il trauma.

Nel complesso, “444” è un debutto compatto e identitario. Non reinventerà il darkwave industrial, ma possiede qualcosa che molti dischi del genere oggi hanno perso: una reale urgenza emotiva.


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