“Dio non gioca a dadi”: concluso il progetto di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico – Attualità
Grosseto – Si è svolta questa mattina, presso la Mediateca Digitale della Maremma nel centro storico di Grosseto, la conferenza stampa finale del progetto “Dio non gioca a dadi“, promosso da Coeso Società della Salute Amiata Grossetana, Colline Metallifere e Grossetana per la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo patologico. All’incontro hanno preso parte i dottori Massimiliano Marcucci e Teresa Monachino, referenti del progetto per Coeso Società della Salute.
La conferenza è stata l’occasione per restituire alla cittadinanza i risultati di un percorso che, negli ultimi mesi, ha coinvolto istituzioni, servizi socio-sanitari, scuole e realtà del Terzo Settore in un’azione condivisa di sensibilizzazione e prevenzione su un fenomeno sempre più diffuso e preoccupante.
I numeri raccontano infatti una crescita costante del gioco d’azzardo. Nel solo 2025, in provincia di Grosseto sono stati giocati oltre 514 milioni di euro, con perdite pari a circa 71 milioni di euro. A livello nazionale, la raccolta complessiva ha raggiunto i 165 miliardi di euro, superando per la prima volta i 100 miliardi di euro nel solo comparto del gioco digitale. Si stima inoltre che tra 1,2 e 1,5 milioni di italiani abbiano sviluppato una forma di gioco compulsivo o patologico e che circa 300.000 ragazzi tra gli 11 e i 17 anni si trovino in una condizione di rischio o di dipendenza.
Dentro questa cornice, “Dio non gioca a dadi” ha lavorato per promuovere una cultura del gioco sano e consapevole, intercettare precocemente le situazioni di rischio, favorire l’accesso ai servizi e costruire percorsi di prevenzione capaci di coinvolgere l’intera comunità.
Particolare attenzione è stata dedicata al mondo della scuola. Gli studenti degli istituti Fossombroni, Rosmini e Polo Bianciardi sono stati coinvolti in attività educative e laboratoriali finalizzate allo sviluppo delle life skills, alla comprensione dei meccanismi che regolano il gioco d’azzardo e alla costruzione di strumenti critici per riconoscerne i rischi.
Importante anche il contributo di Bandus! Attivazioni Ludiche Maremma, che ha realizzato dieci incontri nelle scuole medie e superiori di Grosseto e Follonica, coinvolgendo oltre 150 studenti attraverso il gioco da tavolo e il gioco di ruolo, utilizzati come strumenti educativi per riflettere sulla differenza tra il gioco come esperienza di relazione, creatività e condivisione e l’azzardo come comportamento potenzialmente problematico.
Il progetto si è sviluppato grazie a una rete ampia e qualificata, con la cooperativa sociale Giocolare nel ruolo di ente capofila, affiancata da Arci, D.O.G., Kansassìti APS, San Benedetto, Bandus! Attivazioni Ludiche Maremma e Arcobaleno Cooperativa Sociale ETS.
Kansassìti APS ha curato la documentazione fotografica dell’intero percorso, i contenuti social e la realizzazione di due video spot contro il gioco d’azzardo, firmati da Alessia Piccinetti e Simone Ferrini. Gli spot continueranno a essere proiettati prima dei film nelle principali arene cinematografiche all’aperto del territorio, tra cui Molino Hub presso le Mura Medicee di Grosseto, Clorofilla Film Festival e Cinema Castello di Castiglione della Pescaia, consentendo ai messaggi di prevenzione di raggiungere pubblici sempre più ampi e diversificati.
Il valore di “Dio non gioca a dadi” risiede soprattutto nel metodo adottato: non un insieme di interventi isolati, ma un percorso condiviso che ha messo in dialogo servizi, scuole, operatori, associazioni e cittadini, affrontando il gioco d’azzardo patologico non soltanto come una fragilità individuale, ma come una questione sociale e culturale che richiede responsabilità collettiva, prevenzione e partecipazione.
Il lavoro proseguirà con “Dio non gioca a dadi 2”, che punterà a consolidare la rete territoriale di prevenzione attraverso il potenziamento dei punti di ascolto nelle scuole, nuove attività partecipative con gli studenti, sportelli di consulenza e orientamento, iniziative di sensibilizzazione nei luoghi di aggregazione e percorsi formativi rivolti a operatori e insegnanti, nella consapevolezza che contrastare il gioco d’azzardo significa investire sulla salute delle persone e sulla qualità delle relazioni all’interno della comunità.
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