Marche

Minacce ai prof per i voti agli esami: «Dovete morire sciolti nell’acido»

CIVITANOVA – Sarebbero stati dei brutti voti presi agli esami a provocare la reazione violenta di una studentessa anconetana di 24 anni che avrebbe iniziato a perseguitare un professore con numerosi messaggi molesti e in alcuni casi minacciosi. Ieri la giovane ha deciso di chiudere la sua posizione con un patteggiamento a sei mesi di reclusione, pena sospesa.

La vicenda

Da quanto emerso la studentessa vive ad Ancona e all’epoca dei fatti frequentava una accademia privata nella città dorica dove insegna un professore civitanovese. Un anno era stata bocciata ad un esame, l’anno successivo, per recuperare ne aveva dati due di esami in cui aveva preso in entrambi 18. La studentessa si era convinta che il motivo alla base di quei voti bassi non fosse legato al suo livello di preparazione quanto piuttosto ad una infatuazione del professore nei suoi confronti. La giovane avrebbe indirizzato al docente numerose mail e messaggi molesti e alla fine il professore ne aveva parlato con un collega di Civitanova che insegna nella stessa accademia privata. Quest’ultimo avrebbe cercato un confronto con la studentessa ma sarebbe finito vittima anche lui di numerosi messaggi, alcuni dei quali contenenti minacce di morte.

In particolare, secondo la Procura, tra maggio e giugno dello scorso anno la studentessa lo avrebbe tempestato di messaggi inviati sui social. Le minacce inviate all’account del docente civitanovese sarebbero state rivolte anche all’altro professore. La 24enne avrebbe scritto che dovevano morire sciolti nell’acido, che lei aveva degli amici albanesi e che i professori non sapevano a cosa sarebbero andati incontro. Destabilizzato e senza prospettive di uscita da questa vera e propria persecuzione, il professore l’aveva denunciata. Il pubblico ministero Rosanna Buccini all’esito degli accertamenti del caso le ha contestato il reato di atti persecutori aggravato dall’aver utilizzato lo strumento informatico e ne ha chiesto il rinvio a giudizio. Ieri nell’udienza preliminare a suo carico la giovane, presente in aula con il suo difensore, l’avvocato Tiziano Luzi, ha chiesto di poter chiudere la propria posizione con un patteggiamento. Tramite il legale ha concordato con il pm Francesco Carusi la pena di sei mesi con la sospensione condizionale.




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