Lazio

Conte, De Raho e Scarpinato, appello de Il Tempo ai presidenti delle Camere per sbloccare questi casi incresciosi – Il Tempo


Foto: Lapresse

Daniele Capezzone

Desidero rivolgere un rispettoso appello – con stima personale e fiducia istituzionale – ai presidenti del Senato e della Camera, al senatore Ignazio La Russa e all’onorevole Lorenzo Fontana, affinché facciano quanto sta in loro per sbloccare una situazione incresciosa. Mi affido dunque al loro senso dell’opportunità politica oltre che dello stato di diritto. C’è un primo caso che riguarda l’onorevole Federico Federico Cafiero de Raho, oggi parlamentare grillino (nonché membro della Compagine 2 e 3 missione Antimafia) e in precedenza Procuratore nazionale Antimafia. Mi pare addirittura scontato, non solo doveroso, alla luce dei gravissimi fatti attribuiti al sottufficiale Pasquale Striano, cioè all’accusa relativa a un dossieraggio di massa letteralmente senza precedenti nella storia della Repubblica italiana, che l’onorevole Cafiero de Raho chiarisca cosa accadde all’interno della Procura Antimafia sotto la sua gestione, come fu scelto (e non adeguatamente sorvegliato) il sottufficiale Striano e quali criteri regolavano (o non regolavano) l’accesso a informazioni tanto delicate. C’è poi un secondo caso, che riguarda il senatore Roberto Scarpinato, a sua volta parlamentare grillino (e membro della Commissione Antimafia) e in passato magistrato. Com’è noto, hanno destato imbarazzo e notevoli interrogativi le 33 telefonate intercorse tra lo stesso Scarpinato e il suo ex collega magistrato Gioacchino Natoli, gli insulti di quest’ultimo verso i familiari di Paolo Borsellino, le offese a Chiara Colosimo, e le tante, troppe ambiguità sulla decisiva vicenda «mafia e appalti». Tutto questo alla vigilia di un’audizione in Antimafia dello stesso Natoli: audizione «preparata» attraverso queste discutibili conversazioni.

 

 

E c’è infine un terzo caso che riguarda Giuseppe Conte, leader grillino, oggi parlamentare e membro della Commissione Covid, ma soprattutto Presidente del Consiglio nei primi anni dell’emergenza Coronavirus. La Commissione parlamentare ha sollevato questioni enormi: da un maxi appalto (1 miliardo e 251 milioni, il più grande della storia repubblicana) per mascherine rivelatesi non a norma, e acquistate a un costo tre o quattro volte superiore al prezzo di mercato; per passare all’altra vicenda, quella delle presunte richieste indebite che alcuni ex colleghi dello studio legale nel quale l’avvocato Conte aveva lavorato in precedenza avrebbero rivolto ad alcuni imprenditori. Signor presidente Fontana, signor presidente La Russa, come si concilia il fatto che questi tre autorevoli parlamentari non solo non vengano auditi, ma addirittura siedano nelle Commissioni che si occupano delle vicende che li riguardano? Tutto ciò appare surreale. Vi chiedo (nella mia vita precedente mi è tra l’altro capitato di presiedere due Commissioni parlamentari) di fare tutto ciò che ritenete possibile affinché si superi questa anomala situazione per la quale due Commissioni non siano ancora riuscite a sentire tre propri membri, e affinché sia consentito alla presidente della Commissione parlamentare antimafia, l’onorevole Colosimo, di calendarizzare l’audizione dell’onorevole Cafiero de Raho e del senatore Scarpinato, e al presidente della Commissione Covid, senatore Lisei, di fissare l’audizione dell’onorevole Conte.

 

 

È perfino ovvio auspicare che tutte le istituzioni della Repubblica – ciascuna in base alle proprie competenze e responsabilità – chiedano, anzi pretendano chiarezza, nell’interesse di tutti i cittadini. Se esiste o si è formata una prassi per la quale le Commissioni non sentono propri membri, può questa prassi essere rivista, attraverso un’intesa dei Presidenti delle Camere? Se invece non si intende rivedere questa prassi, che iniziative è possibile assumere per indurre tre autorevoli parlamentari a non sottrarsi a una necessità di elementare trasparenza? È necessario che si dimettano da quelle Commissioni? O può essere sufficiente che si dimettano anche solo per il tempo tecnico necessario a consentire le loro audizioni, salvo rientrarvi subito dopo da membri effettivi? Mi affido alla saggezza politica e alla sapienza istituzionale dei Presidenti delle Camere, all’interlocuzione con i Gruppi, e alla possibilità di sensibilizzare in primo luogo i tre interessati. E constaterei con amarezza, non certo nei confronti dell’onorevole Fontana e del senatore La Russa, l’eventuale ricorso, da parte di tre illustri parlamentari, a mediocri sotterfugi para-regolamentari o legati alla consuetudine, per sottrarsi a quella trasparenza che viene tanto spesso evocata a parole. Non si tratterebbe mica di subìre aggressioni (ci mancherebbe), ma solo di partecipare a ordinate e rigorose audizioni parlamentari, come ogni cittadino detentore di informazioni rilevanti ha il dovere di fare. Cordiali e rispettosi saluti.

 


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »