Dai fondali di Vesima alla cima del Monte Bianco in 22 ore: l’impresa del genovese Andrea Pedemonte

Genova. L’anno scorso aveva fatto le prove generali, partendo da -20 metri in apnea e raggiungendo – solo con le sue forze – i 4556 metri della Capanna Margherita. Oggi Andrea Pedemonte, atleta estremo genovese, di Ceranesi, ha centrato un altro record.
In 22 ore e 9 minuti ha coperto la distanza tra i fondali di Vesima e la cima del Monte Bianco. Un’avventura iniziata lunedì 22 giugno con un’apnea a -40 metri, proseguita in bicicletta, dal litorale genovese fino alla Val Veny, e poi l’ascesa alpinistica fino ai 4808 metri del tetto d’Europa.
Dal mare all’alta quota, unendo tre discipline sportive diverse, e grazie ad allenamento e “testa” – ma anche a tanti amici che lo hanno supportato nel percorso – Andrea Pedemonte è riuscito in qualcosa che per molti non è neppure immaginabile.
“Un risultato straordinario che unisce preparazione, coraggio e attenzione per l’ambiente e per i giovani”, ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, complimentandosi con Pedemonte che, nella vita, è un medico sportivo.
L’iniziativa ha avuto anche una finalità benefica, con attenzione alla tutela dell’ambiente e al sostegno dei giovani in difficoltà psicologica e neuropsichiatrica.
“A nome mio, dell’amministrazione comunale e della città desidero rivolgere ad Andrea Pedemonte le congratulazioni per un risultato straordinario che ci parla di preparazione, coraggio e grande forza mentale – dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis – la sua impresa parte dal mare di Genova e arriva sul punto più alto d’Europa, portando con sé anche un messaggio importante di attenzione per l’ambiente e per i bisogni dei giovani. È una storia di sport, responsabilità e determinazione di cui Genova deve essere orgogliosa”.




