«servono più agenti, non basta l’illuminazione»
La violenta aggressione consumata in via Braccio da Montone, dove una donna di 48 anni è stata salvata dai residenti mentre un ignoto la colpiva a pugni, fa esplodere il caso politico sulla sicurezza nel quadrante est della Capitale.
Le grida della vittima e il sangue sull’asfalto del Pigneto hanno riaperto una ferita mai rimarginata nel territorio, spingendo i vertici del V Municipio a uscire allo scoperto con una dura presa di posizione indirizzata direttamente al Viminale e al Governo.
Ad alzare la voce è lo stesso presidente del parlamentino locale, Mauro Caliste, che ha espresso la sua più ferma condanna per il raid, trasformando il fatto di cronaca in un atto di accusa politico sulla gestione dei presidi urbani.
L’affondo di Caliste: «No alla militarizzazione, sì ai presidi fisici»
«Alla vittima va la nostra piena solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione – ha dichiarato in una nota ufficiale il minisindaco Caliste –. Questo è l’ennesimo episodio che riporta al centro il tema della sicurezza urbana e della necessità di una presenza più costante e capillare delle forze dell’ordine sul territorio».
Il presidente del V Municipio ha poi ricordato come il braccio di ferro con le istituzioni centrali vada avanti ormai da inizio mandato:
«Da oltre quattro anni continuiamo a chiedere un rafforzamento strutturale degli organici e dei presidi nelle nostre strade, nei quartieri e nei luoghi maggiormente esposti a fenomeni di criminalità e degrado. Non crediamo nella militarizzazione cieca del territorio, che non è mai la soluzione a problemi complessi. Crediamo però che una presenza visibile delle divise sia oggi indispensabile per garantire prevenzione e tranquillità ai cittadini».
Caliste ha poi spezzato una lancia a favore delle pattuglie sul campo, scaricando le responsabilità sulle carenze strutturali dei ministeri: «Le donne e gli uomini delle forze dell’ordine stanno già facendo il massimo con le risorse a disposizione, spesso operando in condizioni difficili e con organici ridotti all’osso. Proprio per questo è necessario che il Governo investa sul serio sui presidi territoriali».

Roma Futura: «Angoli bui esisteranno sempre, serve di più»
A fare da eco alle parole del presidente sono arrivate le dichiarazioni, venate di autocritica sul fronte amministrativo, di Filippo Riniolo, consigliere municipale nelle file di Roma Futura:
«Vivo sempre come una sconfitta personale e collettiva episodi del genere – ha ammesso Riniolo – perché noi ce la mettiamo tutta per inventarci strumenti di prevenzione, compreso il potenziamento di un’illuminazione pubblica che sia uniforme e capillare, ma ci riusciamo solo in parte».
Il consigliere ha allargato lo spettro dell’analisi, evidenziando come la sola videosorveglianza o i lampioni non bastino a blindare i vicoli del quartiere: «Purtroppo gli angoli poco illuminati dove aggredire qualcun3 esisteranno sempre. Per questo le politiche sociali di territorio, l’assistenza psicologica di prossimità, il contenimento dell’utilizzo delle droghe e i programmi di riduzione del danno sono gli unici veri strumenti strutturali che abbiamo messo in campo. Ma i fatti dimostrano che non basta ancora. Dobbiamo fare di più».
Il Pigneto, intanto, resta col fiato sospeso mentre i Carabinieri della Compagnia Casilina continuano a setacciare le immagini delle telecamere per dare un volto all’aggressore, mentre i comitati di quartiere annunciano già nuove assemblee pubbliche per chiedere risposte immediate.
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