Lazio

14 denunce per caporalato, discariche e riciclaggio

Un setaccio strettissimo contro la criminalità diffusa, il degrado ambientale e lo sfruttamento del lavoro nero nei cantieri edili che ridisegnano la periferia nord della Capitale.

È il bilancio di una massiccia operazione straordinaria di controllo del territorio condotta dai Carabinieri della Compagnia Roma Cassia tra i quartieri di Prima Porta, Labaro e il comune di Sacrofano.

Il blitz, pianificato sulla base delle linee strategiche tracciate dal Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, e condivise in seno al Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha visto i militari operare al fianco degli ispettori dello SPreSAL dell’ASL Roma 1 (Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro).

L’esito dell’attività ha portato alla denuncia in stato di libertà di quattordici persone, oltre al sequestro di aree demaniali e attività commerciali fantasma.

La tendopoli e la discarica sotto il viadotto “Giubileo 2000”

Il primo e più inquietante scenario è stato localizzato a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Labaro, lungo via Flaminia.

Qui, sfruttando la copertura del viadotto “Giubileo 2000”, sette cittadini di nazionalità romena avevano edificato una vera e propria baraccopoli abusiva all’interno di alcuni lotti di terreno recintati ma abbandonati, di proprietà di Anas Spa.

I Carabinieri hanno accertato non solo l’invasione dei terreni, ma anche una pericolosa attività di stoccaggio e gestione illecita di rifiuti speciali e pericolosi.

L’area era stata trasformata in una discarica a cielo aperto satura di vecchi elettrodomestici dismessi e tonnellate di rottami ferrosi accumulati per essere rivenduti al mercato nero.

L’allarme esplosione: Nel corso del blitz sono state individuate e poste sotto sequestro tre bombole di gas collegate ad apparecchiature da cucina di fortuna.

La presenza dei combustibili a ridosso dei cumuli di rifiuti infiammabili e sotto i piloni del viadotto stradale rappresentava, secondo i tecnici, un imminente pericolo di incendio e di disastro colposo per l’infrastruttura viaria.

Operai sospesi nel vuoto: sigilli al cantiere delle villette

Il secondo filone dell’indagine ha riguardato la sicurezza sui luoghi di lavoro, un dossier scottante monitorato strettamente dagli specialisti dell’Asl.

Quattro imprenditori e responsabili della sicurezza sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria dopo un’ispezione all’interno di un grande cantiere dove è in corso la costruzione di dieci villette a schiera.

Le violazioni riscontrate sulle impalcature hanno delineato un quadro di totale spregio per la vita dei lavoratori:

Ponteggi instabili: Le strutture metalliche erano prive dei necessari ancoraggi alla muratura e dei parapetti obbligatori, con intere sezioni sprovviste dei piani calpestabili in legno o metallo.

Trappole nei solai: Le aperture verticali e i pozzi luce che si affacciavano direttamente nel vuoto dai piani superiori non erano stati recintati o protetti, lasciando gli operai esposti a cadute mortali.

Linee vita non a norma: I sistemi di ancoraggio anticaduta posizionati sul tetto della palazzina non rispettavano i requisiti minimi di resistenza e salute. Gli stessi operai edili sono stati sorpresi dalle pattuglie a lavorare sulle coperture senza fare uso dei dispositivi di protezione individuale.

La centrale del riciclaggio: pezzi di ricambio smontati e venduti online

Infine, l’ultimo tassello dell’operazione ha permesso di scardinare una centrale del riciclaggio di autovetture. Tre persone sono state denunciate con le accuse di riciclaggio, ricettazione e gestione illecita di residui speciali tossici.

I Carabinieri hanno fatto irruzione in un’officina meccanica completamente abusiva. All’interno dei locali i militari hanno rinvenuto decine di blocchi motore, portiere, cruscotti e componenti meccaniche appartenenti ad autovetture di pregio recentemente rubate sul territorio capitolino.

Secondo la tesi investigativa, i tre indagati erano specializzati nello smantellamento rapido dei veicoli rubati per poi immettere i pezzi sul mercato parallelo della ricambistica, sponsorizzandone la vendita anche tramite piattaforme di e-commerce e canali social dedicati.

L’intera officina e la merce di provenienza illecita sono state poste sotto sequestro giudiziario.

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